Il quadro politico per le comunali del 3 maggio sta prendendo definitivamente forma. Da un lato la coalizione di SìAmo Trento guidata dall’ex sindacalista della Cgil Ianeselli, dall’altra il centrodestra a trazione leghista con l’outsider Alessandro Baracetti, scelto dopo un lungo ed estenuante travaglio.

Qua e là altre formazioni politiche residuali come Onda Civica degli ex M5S e probabilmente qualche altro cespuglio di centro. Il M5S in versione originale è invece ancora un’incognita da scoprire.

 

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La vera sfida si gioca però tra SìAmo Trento e il centrodestra.

Nel capoluogo il bipolarismo si è rafforzato a discapito delle timide visioni politiche che si sono ben presto evaporate. Mi sto riferendo chiaramente al famoso Polo territoriale.
Non c’era tempo dira’ qualcuno, altri che non esistevano le condizioni di contesto politico. Probabilmente sono vere entrambe le tesi, un progetto politico non si costruisce certo dall’oggi al domani, ma penso che l’area di centro-autonomista è stata ancora troppo condizionata dai veti incrociati, dai retaggi del passato, dagli scontri storici tra i diversi leader. Nessuno di questi ha voluto fare un passo di lato, provando a lasciare spazio ad una nuova visione politica che avrebbe anche potuto essere l’unica vera novità di queste elezioni comunali. I vecchi leader hanno avuto ancora una volta la loro vittoria di Pirro e allora ci dobbiamo tenere il bipolarismo anche qui. Non siamo un’anomalia, ci siamo omologati anche noi.

Non lo vedo neanche come un problema perché in fin dei conti il 4 maggio dira’ chi guiderà il Comune fino al 2025 e questo è un fatto positivo. Il ballottaggio sarà evitato e tanto basta.

Sono invece più preoccupato per il modo di intendere la politica in questo tempo e soprattutto per l’Ente più prossimo agli interessi dei cittadini.

Personalismi, egoismi e autoriciclaggio dei singoli imperversano a destra come a sinistra.

Persino la Lega non ne e’ immune e pare sia “costretta” a candidare un suo consigliere provinciale e una Parlamentare in carica. Assurdo mi verrebbe da dire, in un partito che -almeno stando ai sondaggi- conta sul 30% del consenso e che potrebbe puntare ad un forte rinnovamento della classe dirigente in Consiglio comunale. È noto che gli elettori che votano Lega sono fedeli al simbolo di lista, al partito in quanto tale e meno alle preferenze individuali.

Non credo ci sia però la necessità di chiedere il sacrificio di due noti esponenti politici che esercitano già cariche importanti. Il Consigliere provinciale in questione ha già dichiarato che pur rendendosi disponibile alla candidatura si dimetterebbe subito da consigliere comunale. Non potrebbe fare diversamente, almeno per il fatto che non gli è chiesto certo di essere così masochista da rinunciare ad un’indennita’ oggettivamente molto piu’ cospicua. La Parlamentare, pur potendo cumulare ambedue le cariche, rischierebbe di esercitare in modo non consono i mandati ricevuti. Troppo impegnativo se si vuole svolgere al meglio le due funzioni ed evitare le comparsate di facciata.

Credo che la Lega abbia tutto il tempo per rimediare a tutto questo e non dovrebbe essere un problema insormontabile quello di trovare candidati pronti a salire sulla locomotiva del centrodestra.

In SìAmo Trento non si vuole essere certo da meno. L’esordio di Ianeselli ci ha manifestato l’accordo con il PATT per il sostegno “esterno” al candidato Sindaco per non entrare in coalizione. Io la definirei una boutade che però denota anche tutta l’ambiguita’ politica di un partito che cambia alleanze a destra e a sinistra oppure si presenta blockfrei a seconda della convenienza. Se questo è definirsi autonomisti e territoriali nel 2020 ne prendo atto, ma ci deve lasciare anche alcune perplessità perché appare come la ricerca spasmodica di alchimie politiche che non dovrebbero più trarci in inganno. I risultati del PATT nelle varie elezioni comunali ci faranno vedere quanto queste operazioni saranno comprese dalla base del partito.

Infine vorrei parlare delle candidature di alcuni maestri del transfughismo. In questo Italia Viva in salsa trentina rappresenta il contenitore politico che raccoglie gli ex (Forza Italia, UPT, PD, #InMovimento e forse altri a venire) come se il renzismo, la rottamazione del vecchio establishment, potesse essere autorevolmente rappresentata da riciclati delle altre forze politiche. Se questo è il renzismo attuale si capisce perché Italia Viva è data ormai costantemente al 3-4%.

In questo contesto mi verrebbe da dire si salvi chi puo’ e non dobbiamo più stupirci della distanza della politica dai bisogni concreti degli elettori. Quel delta è un gap che non sarà certo colmato in questo modo, ma non voglio certo dire che bisogna abdicare al diritto di voto. Tutt’altro, dobbiamo esercitare sempre i nostri diritti per scegliere i migliori candidati di ambedue le coalizioni e provando anche a dare fiducia a qualche nuovo interprete.

Personalmente daro’ fiducia ad una donna e ad un uomo che possano manifestare nelle Istituzioni i valori più nobili della politica e che rimane ancora il più alto servizio per una Comunità.

 

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Dottor Andrea Merler – Trento

Esperto in materia di Sicurezza lavoro