TRILINGUISMO: BOTTAMEDI, ROSSI AFFOSSA IL PIANO ENNESIMO FALLIMENTO SULLA SCUOLA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Manuela Bottamedi) – Esattamente due anni fa il Presidente della Provincia investiva tutta la sua credibilità e autorevolezza come assessore all’Istruzione presentando un Piano Trilingue che, sulla carta, doveva essere il fiore all’occhiello della sua legislatura. Nel Piano veniva dato grande rilievo alla metodologia Clil, vera protagonista del rinnovamento del nostro sistema scolastico. Peccato che tale progetto, inserito in un corposo finanziamento europeo (22 milioni in sette anni), non prevedesse passaggi graduali e di qualità soprattutto in ordine alla formazione linguistica e metodologica dei docenti.

Già a quell’epoca misi in guardia il Presidente avvisandolo dei rischi e pericolosi boomerang che avrebbe prodotto un Piano troppo veloce, poco condiviso e non supportato da una corposa e adeguata preparazione e formazione degli insegnanti. A mio avviso inoltre un serio Piano Trilingue avrebbe dovuto prevedere anche altri strumenti (in primis immersione totale dei bambini in ambiente linguistico straniero come ad esempio visione film in lingua originale, lettura di testi inglesi e tedeschi, viaggi e interscambi culturali più capillari e frequenti) e, prima ancora di puntare sul pur nobile Clil, puntare su una seria formazione degli insegnanti di lingua straniera.

Nel giugno 2016, in occasione della Legge sulla Buona Scuola, il Consiglio provinciale di Trento approvava un mio ordine del giorno che impegnava la Giunta provinciale a monitorare i risultati del Piano Trilingue e della metodologia Clil e a rimodulare alcuni aspetti del progetto alla luce delle problematiche e delle criticità rilevate in questi due anni di applicazione.

Sono infatti molte le ombre che oscurano il Piano e, come ogni progetto che si rispetti, risulta fondamentale procedere ad una verifica e valutazione in itinere al fine di aggiustare e migliorare i passaggi più controversi. A distanza di sei mesi dall’approvazione dell’ordine del giorno, non essendomi pervenuta alcuna nota attuativa, in data 12 gennaio 2017 ho presentato un’interrogazione per sapere se fosse stato avviato il monitoraggio e la verifica del Piano, soprattutto in ordine alle sue ricadute negative sui programmi scolastici e sull’organigramma degli Istituti (orari scolastici e assegnazioni delle cattedre).

Pochi giorni fa (esattamente l’8 febbraio) il Presidente Rossi ha inviato una lettera ai Dirigenti scolastici, proprio in ordine a Clil e Piano Trilingue.  Dalla stessa si evince che, alla luce dell’attività di monitoraggio connesse all’attuazione del Piano, l’amministrazione provinciale vuole procedere nei prossimi mesi ad una valutazione dei primi esiti applicativi del Piano stesso. Nel contempo, incredibilmente, ancor prima di effettuare le valutazioni preannunciate, il Presidente affossa totalmente il Piano Trilingue per l’anno scolastico 2017 – 2018, dichiarando implicitamente il suo fallimento.

Infatti, per quanto attiene alla scuola primaria, in presenza di una programmazione Clil su cinque ore settimanali per classe nel triennio, viene ritenuta condivisibile la scelta degli Istituti di assicurare le predette attività didattiche nell’ambito del curricolo facoltativo e opzionale. Tale possibilità, a fronte di difficoltà nella programmazione didattica curricolare obbligatoria, potrà essere attuata per un massimo di due ore settimanali. In pratica: da cinque ore settimanali obbligatorie in Clil Rossi autorizza due ore settimanali facoltative.

Per la scuola secondaria di primo grado viene autorizzata la programmazione in Clil nelle ore opzionali e facoltative per un’ora settimanale finalizzata al potenziamento linguistico (comprensione e ascolto, conversazione). Per la scuola secondaria di secondo grado il piano prevede l’attivazione delle classi terza, quarta e quinta per non meno di 40 ore annuali da svolgersi in modalità autonoma e flessibile, cioè con il 50% del monte ore annuale di una disciplina o in moduli anche su più discipline, in una o entrambi le lingue. Di fatto, ancor prima di operare una seria valutazione al fine di superare le difficoltà emerse nell’attuazione del Piano Trilingue, con un clamoroso passo indietro Rossi lo smantella per l’intero anno scolastico 2017-2018.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

-) se non ritenga opportuno e corretto rendere pubblici gli esiti del monitoraggio sul Piano trilingue che, stando alla lettera inviata ai Dirigenti scolastici, è stato recentemente effettuato;

-) le motivazioni per le quali, alla luce degli esiti del monitoraggio, non abbia ancora provveduto a procedere a una seria valutazione del Piano Trilingue e quando intenda avviarla;

-) le motivazioni per le quali Lei ha provveduto, ancora prima della valutazione degli esiti applicativi del Piano, ad affossare completamento l’assetto del Piano Trilingue per l’anno scolastico 2017-2018;

-) se non ritenga che i provvedimenti presi in assenza di una oggettiva valutazione rappresentino una chiara dichiarazione di fallimento del Piano Trilingue in Trentino;

-) se le decisioni assunte comportino una modifica del Progetto europeo che stanzia 22 milioni di euro;

-) in caso affermativo, quali sono le modifiche che verranno apportate al  Progetto europeo.

 

 

Cons. Manuela Bottamedi

Cons. Giacomo Bezzi

 

 

 

 

Foto: archivio Pat