MAFFIOLETTI * DDL PARITÀ DI GENERE: “RIFORMARE LA LEGGE PROVINCIALE TRENTINA È UN ATTO DOVUTO”

La differenza c’è, è vistosa e fa da spartiacque all’infinita questione della parità di diritti tra donne e uomini. E’ la diversità tra la rappresentanza di genere, cifra veritiera che mostra il tasso reale della democrazia universale e le “quote rosa”, rimedio adottato da chi legifera per garantire una sorta di riparazione mirata a ristabilire la parità con il sesso meno rappresentato nelle istituzioni politiche.

Distinzione sostanziale che spiega perché ci sia tanta resistenza a legiferare in modo adeguato per la rappresentanza equa, finalizzata a sanare gli squilibri che ancora esistono in spregio della nostra Costituzione.

L’equilibrio di genere è invece la parità uomo-donna in ogni ambito, rispecchiando la composizione sociale del Paese a livello demografico.

Il punto di riferimento costituzionale, oltre all’art. 3 sul principio di uguaglianza, è l’art. 51 della costituzione novellato dal legislatore nel 2003, che asserisce: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”. Una disposizione precettiva e cogente e non un mero messaggio programmatico e beneaugurale del legislatore.

Riformare in tal senso anche la legge provinciale trentina è un atto dovuto ormai ma annotiamo insieme la contradditorietà in termini del principale propositore del Ddl, nel momento in cui di fatto il partito di cui la stessa propositrice è esponente di spicco (Maestri) nulla ha sollevato nei confronti della collega Borgonovo Re rimossa ad “imperium” dalla conduzione dall’Assessorato alla Sanità da parte del Presidente Patt Ugo Rossi che a lei ha preferito un uomo, Luca Zeni, più accondiscendente alla visione di insieme di codesto governo.

Il movimento femminile di “Azzurro Donna” sostiene fortemente che vi sia bisogno oltre che di un cambio di pratiche relazionali politiche ed istituzionali anche di una buona legge elettorale che introduca le condizioni elettorali prevedendo la doppia preferenza, una maschile ed una femminile, superando così quello che a tutt’oggi è un “gup “di rappresentanza importante e decisivo anche per portare un valore aggiunto in importanti consessi politici che decidono le sorti del Paese.

A tutt’oggi, nonostante la formale parità di elettorato attivo e passivo fra uomini e donne, siamo consapevoli che rimane ancora molto da fare perché queste conquiste si traducano in una vera e sostanziale opportunità di presenza dei due generi nelle assemblee in cui si assumo decisioni collettive e negli organi in cui queste vengono tradotte in atti amministrativi.

Blocchi di partenza, già nella lista elettorale che prevedano la doppia preferenza, una per genere, innovazione che chiediamo vivamente possa divenire finalmente strumento legislativo della Provincia autonoma di Trento per un giusto riassetto di riequilibrio di genere.

 

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Gabriella Maffioletti

coordinatrice regionale Movimento femminile di “Azzurro Donna”