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REGIONE LOMBARDIA * : «FESTA DELLA LOMBARDIA, AL VIA L’INIZIATIVA LUMBARDIALETT PER RIVITALIZZARE IL PATRIMONIO LINGUISTICO LOMBARDO. PRESIDENTE FONTANA: LINGUA LOCALE VALORE CULTURALE DA PRESERVARE»

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14.30 - venerdì 29 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Valorizzare il patrimonio linguistico lombardo, salvaguardarlo e rivitalizzarlo per preservare identità, memoria e tradizioni della nostra terra. È l’obiettivo del progetto LumbarDialett, promosso dalla Regione in collaborazione con la Fondazione Treccani e lanciato oggi nel corso della Festa della Lombardia.

L’iniziativa parte dal coinvolgimento e dall’interazione diretta con i cittadini: Regione ha attivato un sito per la raccolta di parole, modi di dire o espressioni dialettali dei diversi territori. Il materiale raccolto sarà valutato da un Comitato scientifico congiunto tra Regione Lombardia e Fondazione Treccani, la quale offre un supporto nel dare autorevolezza al linguaggio lombardo. Un progetto in divenire che, anche in base al numero di interazioni, darà esito a giochi, concept come parola del mese e la possibilità di scaricare in digitale il Manifesto della propria parola.

Al lancio dell’iniziativa, in piazza Città di Lombardia, ha partecipato il presidente della Regione, Attilio Fontana, sottolineando l’importanza di attribuire un valore culturale alla lingua locale: “Sono lieto che la Treccani metta a disposizione la propria credibilità e la propria forza culturale per un’operazione di valorizzazione delle lingue locali. Non si può prescindere dal tentativo di salvaguardarle e mantenerle vive, seppur in forme nuove e in qualche misura adatte ai tempi. Le lingue locali lombarde – ha evidenziato Fontana – rappresentano il nostro modo di essere e di comportarsi, racchiudono l’ironia ma anche la chiarezza e concretezza di cui siamo permeati”.

“Gran parte della popolazione lombarda – ha aggiunto Fontana – fino a 30 o 40 anni fa parlava anche la lingua locale accanto all’italiano, poi purtroppo questa abitudine si è progressivamente un po’ persa. Sono rimaste alcune espressioni, ma sarebbe bello che si ricominciasse a utilizzare anche il patrimonio linguistico della nostra terra”.

Il governatore ha rievocato il proprio legame con il dialetto: “Per me è come tornare giovane e prima ancora bambino, quando frequentavo le scuole elementari a Induno Olona e si utilizzavano termini come ‘balabiot’ e ‘barlafus’, o quando mi dicevano ‘se te ciapi adess te vedet’ rincorrendomi dopo aver fatto una marachella. Il dialetto – ha osservato Fontana – è parte integrante della nostra cultura e della nostra storia, fermo restando che si tratta di una lingua aperta a tutti e che tutti possono imparare a utilizzare, anche ovviamente chi lombardo non è. È apertura e non chiusura: le lingue locali hanno un valore intrinseco universale e trasversale”.

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