Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Barzotti ha espresso dure critiche nei confronti del governo per l’ipotesi di introdurre uno smart working “forzato” per i dipendenti pubblici come misura per fronteggiare l’emergenza energetica.
Secondo la parlamentare pentastellata, questa scelta rappresenta un chiaro esempio di come l’esecutivo concepisca realmente il lavoro agile: non come un modello organizzativo moderno e strutturale, ma semplicemente come uno strumento da utilizzare all’occorrenza, una sorta di scialuppa di salvataggio da attivare solo in caso di necessità.
Barzotti ha evidenziato le contraddizioni dell’approccio governativo negli ultimi anni. Inizialmente lo smart working è stato eliminato persino per i lavoratori fragili, sia nel settore pubblico che in quello privato. Successivamente, presso Palazzo Chigi, è stato ridotto da due a un solo giorno settimanale. Ora, improvvisamente, torna a essere considerato utile per affrontare l’emergenza energetica.
La deputata ha definito questo approccio come miope e incoerente, sottolineando come non riesca a cogliere i reali benefici del lavoro agile in termini di sostenibilità ambientale, aumento della produttività e miglioramento della qualità della vita dei lavoratori.
Barzotti ha ricordato che già all’inizio della legislatura il Movimento 5 Stelle aveva presentato, con la sua prima firma, una proposta di legge volta a stabilire un principio fondamentale: rendere lo smart working un diritto strutturale per tutti i lavoratori, laddove risulti compatibile con le mansioni svolte.
La parlamentare ha sottolineato che se la maggioranza e il governo avessero dato ascolto a questa proposta, oggi il Paese si troverebbe già in una posizione più avanzata, con regole chiare e definite e una visione strategica di lungo periodo per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro.
Secondo Barzotti, questa ennesima inversione di rotta dovrebbe servire da importante lezione per il governo Meloni: il lavoro agile non può e non deve essere trattato come un semplice interruttore da accendere e spegnere in base alle emergenze del momento.
La deputata ha concluso il suo intervento chiedendo di porre fine a quello che ha definito un atteggiamento ipocrita nei confronti dello smart working, auspicando un approccio più coerente e lungimirante da parte dell’esecutivo su questa importante tematica lavorativa.
