Di Luca Franceschi
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Roma, 9 lug. – “A vent’anni dalla vittoria del 2006, l’Italia è fuori dai Mondiali e non certo perché non esiste lo Ius Soli sportivo. Lo diciamo a chi ogni volta evoca strumentalmente questa ricetta nello sport, come se fosse la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi. Con le norme vigenti abbiamo già esempi positivi di ragazzi diventati cittadini italiani e nazionali azzurri, la porta per chi merita è già aperta.
Il vero problema del calcio è un altro: le società dovrebbero investire sui giovani italiani, sui settori giovanili, dare a questi ragazzi il tempo e la possibilità di crescere. Di certo non serve chiedere al governo di approvare nuove leggi sull’immigrazione per risolvere le difficoltà di un sistema che deve ripartire dal basso e dalla formazione”.
Così Roberto Marti, senatore della Lega e presidente della commissione Sport di Palazzo Madama.
