Di Luca Franceschi
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Si è aperta a Urbino l’edizione 2026 della Scuola Langer, la storica scuola politica ecologista che porta il nome di Alexander Langer. L’evento è stato inaugurato dalla portavoce di Europa Verde Fiorella Zabatta, che ha accolto i partecipanti con un intervento ricco di gratitudine ed entusiasmo.
Quest’anno la scuola ha registrato un dato particolarmente significativo: 54 iscritti, un numero che rappresenta una crescita importante per il progetto. Un aspetto che merita di essere sottolineato riguarda la composizione del gruppo: molti partecipanti non sono tesserati di Europa Verde, un elemento che testimonia l’intenzione della scuola di costituirsi come “una porta aperta” piuttosto che come uno spazio esclusivo riservato a chi condivide già un percorso politico comune. Si tratta piuttosto di un luogo di incontro tra persone già impegnate in campo politico e chi si sta avvicinando per la prima volta a questo ambito.
Un altro dato che emerge con forza è la massiccia partecipazione di giovani donne. Zabatta ha definito questo fenomeno “un fatto politico” prima ancora che una semplice statistica, enfatizzando l’importanza che le nuove generazioni e le energie femminili conquistino uno spazio non meramente simbolico ma concretamente operativo nei luoghi dove si prendono decisioni: consigli comunali, movimenti organizzati, liste elettorali e istituzioni di vario livello.
Il titolo scelto per questa edizione, “Forever Young”, acquisisce una rilevanza particolare nel contesto del quarantesimo anniversario della fondazione dei Verdi in Italia. Come ha precisato Gianluca Carrabs della Direzione Nazionale di Europa Verde, non si tratta di un esercizio nostalgico, bensì della capacità di mantenere viva la volontà di indignarsi, di operare cambiamenti concreti e di credere fermamente che la politica possa ancora costituire una forma autentica di cura sociale.
Il programma della scuola affronterà questioni centrali per l’agenda ecologista: diritti e memoria, le figure delle Madri Costituenti, i quarant’anni di storia dei Verdi, le energie rinnovabili, la giustizia ambientale e sociale, il complesso rapporto tra algoritmi e fenomeni di disinformazione, l’intelligenza artificiale, le dinamiche europee e il tema dell’accoglienza. Accanto ai moduli di insegnamento tradizionale, sono stati previsti momenti di lavoro in gruppo, un hackathon e una sessione finale di restituzione, insieme a spazi informali dove i partecipanti potranno confrontarsi e scambiarsi esperienze.
Zabatta ha concluso il suo intervento ricordando alcuni esempi concreti di ex partecipanti alla scuola che hanno trasformato la formazione ricevuta in impegno politico tangibile, citando Andrea Campotaro, eletto in Valle d’Aosta. Ha poi lanciato un invito riflessivo a tutti i presenti, chiedendo loro di interrogarsi: “Qual è il mio pezzo di cambiamento da portare nei rispettivi territori?”
