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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «MAFIA, RUOTOLO: PER COMBATTERLA SERVE PREVENZIONE: SCUOLA, LAVORO, SERVIZI SOCIALI»

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14.15 - mercoledì 29 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico e membro della segreteria nazionale, è intervenuto all’Assemblea nazionale contro le mafie e la corruzione della CGIL in corso a Palermo, riprendendo le parole pronunciate da Libero Grassi nel 1991 a Samarcanda poco prima di essere ucciso dalla mafia perché non pagava il pizzo. Sebbene siano trascorsi 35 anni da quel tragico evento, la questione rimane attuale: la qualità del consenso determina la qualità della democrazia.

L’eurodeputato ha sottolineato il legame profondo che unisce l’etica pubblica, la rappresentanza e lo sviluppo economico. Ha evidenziato come il primo elemento che controlla la mafia sia il voto, affermando che a un cattivo consenso corrisponde inevitabilmente una cattiva democrazia. Per questo motivo, ha sostenuto la necessità di ripartire da questa consapevolezza fondamentale.

Secondo Ruotolo, la questione meridionale oggi non riguarda più soltanto l’aspetto economico, ma soprattutto quello etico e politico. Il divario tra Nord e Sud persiste anche a causa dell’incapacità delle classi dirigenti di gestire le risorse in modo trasparente, spesso cedendo a logiche clientelari. Da qui emerge l’urgenza di una vera rivoluzione morale che metta al centro la selezione della classe dirigente e la qualità della rappresentanza politica.

L’eurodeputato ha inoltre lanciato un allarme riguardo al rischio del cosiddetto civismo criminogeno, chiedendo una netta distinzione tra partecipazione autentica alla vita civica e utilizzo distorto delle liste civiche, poiché non tutto ciò che si definisce civismo produce effetti positivi per il territorio.

Le proposte avanzate da Ruotolo si articolano in tre punti principali: l’istituzione di scuole di alta formazione politica e amministrativa; una selezione rigorosa dei candidati alle cariche pubbliche; la sottoscrizione di un Patto etico-territoriale tra politica, imprese e società civile, fondato su trasparenza e legalità.

Sul fronte della sicurezza, Ruotolo ha criticato aspramente l’approccio esclusivamente repressivo adottato dalle istituzioni. Ha sostenuto che il Decreto Caivano rischia di produrre più consenso che risultati concreti. I numeri disponibili dimostrano che la strategia securitaria non sta funzionando come previsto. Per affrontare effettivamente il problema della criminalità organizzata, è necessario investire in prevenzione attraverso l’istruzione, l’occupazione e i servizi sociali.

Concludendo il suo intervento, Ruotolo ha affermato che le mafie non sono diventate più forti negli ultimi anni. Al contrario, è la politica a essere diventata più debole. Le organizzazioni criminali arretrano quando la politica si dimostra forte e coesa nel contrasto alla corruzione e all’illegalità.

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