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UIL FPL SANITÀ * OSPEDALE ROVERETO (TN) – EMODIALISI : « CARENZA INFERMIERI, I PAZIENTI COSTRETTI A RIVOLGERSI ALLA STRUTTURA OSPEDALIERA DI ARCO »

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16:27 - 21/10/2021

La Uil Fpl Sanità del Trentino interviene in merito al disagio dovuto alla carenza di infermieri formati per la gestione del paziente dializzato. La mancata politica di assunzioni programmate nel tempo dovute ai pensionamenti, cessazioni ecc… da parte dell’Azienda ed oggi aggravatosi dal D.L 44/2021 ha portato il servizio di Emodialisi del Trentino ad una situazione malagevole con ricaduta a cascata sia sugli utenti che sugli stessi professionisti.

In questi giorni gli utenti in gestione per competenza e territorio c/o il servizio di emodialisi dell’Ospedale di Rovereto si sono visti costretti improvvisamente a dover proseguire il loro trattamento “salvavita” presso la struttura ospedaliera di Arco, per l’effetto del D.L., subendo un forte disagio dovuta alla trasferta con i propri mezzi e/o con taxi sanitario convenzionato.

Purtroppo il trasferimento di tali pazienti, seppur temporaneo, non è nuovo all’interno dell’APSS e si riproduce ogni qualvolta si verifica una riduzione di personale a causa di cessazioni a vari istituti contrattuali.

È inaccettabile tutto ciò, visto che la UIL Fpl Sanità da anni aveva attenzionato questo problema all’Apss, che non si è mai fatta carico dell’assegnazione specifica per tale servizio del personale adeguato e che oggi si ritrova a dover saltare riposi, ferie, che vengono continuamente negati.

La UIL Fpl Sanità, ha fatto più volte presente che nei servizi come la Dialisi, dove il personale infermieristico necessità di una formazione apposita di almeno quattro mesi di addestramento, l’Apss avrebbe dovuto programmare le sostituzioni/nuove assunzioni almeno quattro mesi prima di ogni prevedibile cessazione.

Non così facendo continua a creare disagi agli utenti quali da Noi sopra evidenziati

Invitiamo l’Assessorato alla Sanità del Trentino ad intervenire urgentemente presso i vertici aziendali per porre rimedio a questa gravosa situazione che mette a dura prova sia l’utente che il personale in forza.

 

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Giuseppe Varagone, Francesco La Malfa e Michele Falzone

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