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RTL * QUIRINALE: ON. VITTORIO SGARBI: « BERLUSCONI AVREBBE VINTO SE DOPO IL RITIRO AVESSE INDICATO UN NOME, CHE CREDO SIA QUELLO DELLA CASELLATI »

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10.17 - lunedì 24 gennaio 2022

Vittorio Sgarbi è stato ospite questa mattina in Non Stop News con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro e ha parlato dell’elezione imminente del prossimo presidente della Repubblica, delle probabilità di vittoria di Mario Draghi, del passo indietro di Berlusconi e delle sorti del centrodestra

 

IL FERMENTO DI QUESTE ORE
“In queste ore si dovrebbe immaginare un fervore, tenuto conto dell’unica indicazione ostativa di Berlusconi, ovvero che Draghi non vada al Quirinale ma rimanga a Palazzo Chigi. Nell’ordine di questa posizione, che potrebbe essere condivisa da Meloni e Salvini, procedere a una valutazione per la quarta votazione di una figura istituzionale come potrebbe essere la Casellati che è di Forza Italia, è una donna, ed è presidente del Senato. Questo sempre se invece con un contropiede che potrebbe mettere in discussione i rapporti del centrodestra non decidessero di fare il gesto più clamoroso ma anche più facile, ovvero quello di votare Draghi. Se il centrodestra votasse Draghi soltanto aprirebbe una situazione di governo che comunque è simile ma controllata dai partiti che sostengono il presidente. In questo caso costringerebbe il PD a seguire la scelta del centrodestra, che anche se non è una scelta di uno di centrodestra, non è del centrosinistra, non è di nessuno, in questo caso sarebbe il centrodestra a indicare per primo. Se tu offri al centrosinistra in particolare al PD il nome di Draghi, questi sono costretti a seguirli”.

 

LE PROBABILITÀ DI VITTORIA PER MARIO DRAGHI
“Non lo so. Mi sembra strano perché la politica dovrebbe essere anche la capacità di muoversi soltanto con una precedenza, in questo caso la precedenza è importante. Non puoi votare Draghi se lo propone il centrosinistra. È chiaro che è un’operazione molto sofisticata, di tutti, sopra le parti, però uno può dirlo per primo. Questo è quello che ho immaginato un mese fa, quando ho già detto che finirà in questo modo. Poi la mia ricerca dei voti con Berlusconi ha portato la sentenza, nonostante la singolare dichiarazione che gli hanno fatto fare e i voti in realtà non c’erano. Lui stesso che era l’unico in grado di trovarli ed è stato in qualche modo impedito nel continuare l’azione con me. Era partita tardi ma era l’unica azione che poteva portare qualche frutto”.

 

IL PASSO INDIETRO DI BERLUSCONI: HA VINTO COMUNQUE?
“Avrebbe vinto se ieri avesse dato il nome alternativo a Draghi che credo potrebbe essere nella sua mente quello della Casellati. Lui ha detto no a Draghi, questo diventa un limite all’azione politica. Io l’ho detto dal primo giorno: potevamo cominciarla due mesi fa e sarebbe stata comunque a rischio, cominciarla in tempi così stretti era chiaro che non poteva portare all’acquisizione dei voti che servono”.

 

BELLONI, CASINI, RICCARDI: SONO OUT?
“Ma no, nessuno di questi, neanche a sentirli nominare. Casini è come quello che tiene per la Roma e per la Lazio insieme, quelle forme improbabili. La Belloni viene fuori sotto un cavolfiore, non è possibile”.

 

MATTARELLA BIS
“Mattarella Bis era molto gradito a Berlusconi nel caso del fallimento della ricerca ma mi pare molto difficile da mettere in atto: occorre far convergere tutti i voti del centrodestra su Mattarella che è stato eletto con 540 voti ed era un candidato di parte. Non credo che a parte la sua posizione incrocerebbe i voti del centrodestra. La partita è molto complicata. Apparentemente facile, complicata se tu resisti. Perché se tu resisti su Draghi e non lo vuoi è molto facile che un qualunque candidato che viene dal centrodestra risponda all’identikit che hanno fatto gli ex grillini: mai Draghi, mai uno del PD, ma uno di centrodestra che non sia Berlusconi. Una volta che non c’è Berlusconi il voto è un voto che può planare su un candidato quasi neutrale com’è la Casellati. Se Draghi ha il blocco del centrodestra, ha 460 voti da cui parte e raccoglie quelli del PD. Se non ha quei voti non ha un’altra riserva, a quel punto quindi deve uscire una figura che è agevolata dal fatto che viene intesa come antidoto a Draghi”.

 

LE SORTI DEL CENTRODESTRA
“Se il centrodestra non sbaglia questa mossa resiste. Il problema è la componente di Forza Italia con un leader che è stato in qualche modo messo di lato per sua volontà, in quell’area, salvo che non gli si conceda l’onore delle armi e che il destino non lo porti ad avere come eletta una donna, la Casellati. I tre elementi potrebbero essere deflagranti: sarebbe una vittoria di Forza Italia, lei è fedele a Berlusconi, è una donna e viene votata in quanto presidente del Senato. Lei ha una possibilità molto alta e questo alla fine è una vittoria del centrodestra”.

 

 

 

 

 

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