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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

PIL TRENTINO: FUGATTI, DATI BANCA ITALIA MOSTRANO INADEGUATEZZA DI CHI GOVERNA

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Pil – 2,4%: i dati della Banca d’Italia evidenziano inadeguatezza di chi governa il trentino.

I dati sul prodotto interno lordo diffusi oggi a mezzo stampa dalla Banca d’Italia – Nucleo di Ricerca economica filiale di Trento – delineano una situazione tutt’altro che rosea e mostrano con chiarezza che la politica messa in atto dalla maggioranza di centrosinistra autonomista che governa il Trentino non è adeguata e che ha condotto, tra il 2007 al 2015, ad una contrazione del Pil del 2,4%.

I dati ancora una volta sottolineano la sostanziale differenza tra Trentino ed Alto Adige, il Pil di quest’ultimo infatti, nel medesimo periodo, ha registrato un aumento del 7,9%, presumibilmente frutto di un maggiore dinamismo e di una migliore capacità di valorizzazione dell’economia e del territorio da parte di chi svolge le funzioni di Governo.

Gli errori di coloro che hanno ottenuto dai cittadini l’onere – e l’onore – di governare il Trentino purtroppo sono numerosi, ripetitivi e talvolta grossolani, ed hanno interessato trasversalmente tutte le strategie di governo del territorio adottate in questi anni.

 

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Tra le principali pecche riteniamo di doverne (per l’ennesima volta) sottolinearne alcune:

– La concessione di lease-back milionari a realtà aziendali che non hanno saputo onorare gli impegni assunti e garantire livelli occupazionali concordati,

– La scarsa, se non addirittura inesistente, riduzione dei tributi locali e la parallela impercettibile istituzione di agevolazioni fiscali;

– Il mantenimento di livelli insostenibili di burocrazia, che con l’introduzione delle comunità di Valle ha subito un’impennata, anziché una semplificazione;

– Il mantenimento di scarsi livelli di efficienza da parte della pubblica amministrazione e della sanità, che hanno contratto i servizi offerti ai cittadini;

– L’impiego di ingenti risorse in progetti di accoglienza scellerati e la contestuale sottrazione di risorse al territorio ed all’economia locale e delle valli;

– Il depotenziamento dei servizi nelle valli con una tendenza all’accentramento verso i principali centri urbani e la conseguente perdita di specificità economica e sociale che da sempre ha caratterizzato il nostro territorio;

– Un turismo asfittico nell’organizzazione e nella promozione, sostenuto solamente da fattori congiunturali;

– Un’industria priva di reali collegamenti con il mondo che viaggia a velocità doppia.

Abbandonare le strategie economiche inefficienti e dannose che ci hanno condotto alla situazione odierna è il primo fondamentale passo per portare il Trentino verso un sensibile e significativo cambiamento, che finalmente possa tornare a valorizzare il patrimonio economico, culturale, ambientale e sociale che da sempre lo ha positivamente contraddistinto.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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