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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

FAMIGLIE COOPERATIVE TRENTINE * BILANCIO 2020: « FATTURATO A 373 MLN (+6,7%), RISULTATO NETTO DI ESERCIZIO A 8,8 MLN (5,1 NEL 2019) »

Il 2020 è stato un anno straordinario, nel quale le 68 Famiglie Cooperative trentine hanno saputo garantire l’approvvigionamento alimentare ad una comunità preoccupata e talvolta nel panico a causa della pandemia. Ed è proprio ringraziando di cuore il personale di queste cooperative (1800 dipendenti l’85% a tempo indeterminato) che si è aperto il tradizionale convegno annuale di settore organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione.

“Le Famiglie Cooperative sono state protagoniste nella gestione della fase emergenziale della pandemia – ha detto in apertura il presidente della Federazione Roberto Simoni – e potranno continuare ad esserlo anche in questa nuova fase di ripresa e resilienza, che porterà in Trentino investimenti ed innovazione. Serve guardare al futuro con fiducia e ottimismo, continuando ad investire nella rete commerciale e sulle comunità”.

Le Famiglie Cooperative gestiscono una rete di 363 punti vendita (di cui oltre la metà con superficie inferiore ai 150 metri quadrati), presente in 157 comuni trentini sui 166 totali. Di questi esercizi, 224 sono l’unico riferimento commerciale del paese in cui sono inseriti.

Il fatturato aggregato, già in costante crescita negli ultimi anni, nel 2020 ha raggiunto i 373 milioni, registrando una variazione del +6,7%. Bene anche il risultato netto di esercizio, pari a 8,8 milioni di euro (erano 5,1 nel 2019), nonché la situazione finanziaria e patrimoniale: si è più che dimezzato l’indebitamento (da 30,4 a 13 milioni) e si è rafforzata la solidità (il patrimonio netto aggregato cresce dell’8,9% arrivando a 133,8 milioni).

Il miglioramento dei risultati della gestione economica ha consentito nel 2020 di incrementare i ristorni riconosciuti ai soci, che crescono sia in valore assoluto (1 milione rispetto ai 400 mila euro del 2019) sia nel numero di cooperative che li ha erogati (15 nel 2020, 9 nel 2019).

“L’incremento delle vendite – ha spiegato Paola Dal Sasso, vicepresidente della Federazione per il settore consumo – è stato particolarmente intenso nella prima parte dell’anno, soprattutto per effetto delle restrizioni ai movimenti delle persone e all’ottima stagione invernale, durata fino a fine febbraio 2020. Anche la stagione estiva è stata complessivamente positiva, ma nell’ultimo trimestre 2020 e nel primo trimestre 2021 la situazione è completamente variata: è mancata del tutto la stagione turistica invernale, sia in termini di flussi di ospiti, sia per quanto riguarda gli acquisti all’ingrosso di alberghi e ristoranti”.

Nel primo trimestre 2021 le vendite complessive hanno registrato una riduzione del 22% rispetto al 2020, con sofferenza più marcata dei negozi più dimensionati e di quelli nelle zone turistiche.

“Il 2020 è stata una parentesi straordinaria – ha detto il responsabile di settore della Federazione Giuliano Bernardi –. Pur in un 2021 così complesso come si presenta finora, è importante continuare ad investire nell’adeguamento e nella ristrutturazione dei punti vendita, per migliorare costantemente il servizio ai soci e clienti, proseguendo il percorso di efficientamento aziendale mediante il controllo e il contenimento dei costi di gestione”.