PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Proposta di ordine del giorno al ddl n. 21 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021”

AIUTI ALLA RICERCA PER LA SOSTITUZIONE
DEL RAME NELLA VITICOLTURA

Il rame è ad oggi l’ elemento più noto e largamente utilizzato per la lotta alla peronospora sia per le aziende biologiche, che per quelle convenzionali; ha uno spettro di azione molto ampio, cioè è attivo nei confronti di numerosi patogeni sia batterici, sia fungini. Il rame inoltre essendo un elemento chimico non può essere degradato, permane inalterato nell’ambiente ed è tossico per diversi microrganismi del suolo e per i lombrichi. Per queste sue caratteristiche il suo uso è da anni largamente dibattuto.

La Commissione europea, con il Regolamento di esecuzione 2018/1981, ha rinnovato la sua autorizzazione per l’uso in agricoltura. Un’approvazione “a tempo” e a dosi ridotte: la filosofia sottesa è usiamone meno per poterlo usare più a lungo. Un interessante articolo pubblicato da VVQ del marzo 2019 (Vigne, Vini e Qualità), a cura del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente C3A Università di Trento/Fondazione Edmund Mach rileva che “poiché, a parità di caratteristiche del suolo in esame, l’effetto tossico è maggiore quanto maggiore è la sua concentrazione, se si riduce la quantità annua apportata, si allunga parallelamente il tempo necessario per raggiungere accumuli rilevanti ai fini ecotossicologici”.
L’Unione Europea ha inserito il rame nella lista nera dei prodotti “candidati alla sostituzione” e pertanto si cercano alternative al rame.

Diversi preparati, di origine minerale (zeoliti, bentonite) vegetale (estratti di alghe brune, propoli, aloe, oli terpenici e altro), animale (chitosani) e microbiologica (consorzi microbiologici) o loro miscele vengono proposti come prodotti biostimolanti efficaci nello stimolare le difese naturali della pianta, spesso abbinate a bassi dosaggi di rame. Non solo le aziende produttrici ma anche centri di saggio e istituti di ricerca comunicano risultati interessanti, anche se a volte contraddittori e con differenze tra i vari prodotti. Al momento quindi non si può parlare di sostituzione, ma di integrazione, con riduzione, anche notevole, dei dosaggi di rame, per la quale è necessario utilizzare strumenti all’avanguardia che permettano una distribuzione ottimale sulla chioma pur non rinunciando all’efficacia del prodotto.

L’Unione Europea sta investendo molto in programmi di ricerca per lo sviluppo di sostanze alternative al rame che, sempre secondo l’articolo sopra citato “nel medio periodo, cinque-dieci anni, potrebbero arrivare a sostituirlo o per lo meno ad integrarlo in modo tale da ridurne ulteriormente i dosaggi. Nel lungo periodo invece le speranze sono riposte oltre che sulle new breeding technologies anche su sostanze naturali studiate a tavolino e prodotte da microorganismi in fermentatori industriali o attraverso l’uso di enzimi che possono andare a bloccare alcuni meccanismi nelle cellule dei patogeni o nel processo di attacco della pianta dagli stessi”.
In considerazione dell’importanza economica della viticoltura per la nostra provincia si reputa strategico che l’Ente pubblico investa in maniera sostanziale sulla ricerca, in sinergia con l’Università di Trento, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e a tutti gli attori pubblici e privati che sono interessati.
Visti la Missione 16 (Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca) e l’articolo 33 del ddl 21/XVI

Tutto ciò premesso
il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale,
utilizzando i fondi stanziati in bilancio, a:

finanziare progetti di ricerca sulla sostituzione del rame in viticoltura, al fine di consolidare la posizione di eccellenza delle istituzioni di ricerca trentine;
istituire borse di dottorato per coloro che decidano di intraprendere progetti di ricerca sulla sperimentazione di sostanze alternative al rame;
promuovere una maggiore collaborazione tra Università di Trento, Fondazione Edmund Mach e aziende private al fine di migliorarne il dialogo e collegare la ricerca alla sperimentazione nelle aziende agricole che lo desiderano
valutare la possibilità, compatibilmente con la disciplina europea in materia di aiuti di stato e quanto previsto dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, di agevolare l’utilizzo di atomizzatori e strumenti che permettano la distribuzione di prodotti fitosanitari a tutta chioma, con recupero di prodotto al fine di perseguire l’obiettivo di una maggiore sostenibilità ambientale dell’agricoltura trentina.

 

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LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale Futura 2018

PAOLO GHEZZI
consigliere provinciale Futura2018