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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO – DUE INTERROGAZIONI DALZOCCHIO: « SI INTITOLI UNA VIA A NORMA COSSETTO E SI RENDA IL CASCO OBBLIGATORIO PER TUTTI SUGLI SCI E LE MOUNTINE BIKE »

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega in Consiglio provinciale, ha depositato oggi a palazzo Trentini le sue due prime interrogazioni della legislatura. Eccone una sintesi.

Una via intitolata a Norma Cossetto per non dimenticare le vittime delle foibe.

La prima interrogazione, rivolta all’assessore alla cultura Bisesti, chiede di intitolare una “via cittadina” a Norma Cossetto, figura simbolo del martirio subito dagli italiani uccisi dai partigiani di Tito e gettati nelle foibe. Dalzocchio ricorda che Norma Cossetto (1920-1943), originaria di Santa Domenica di Visinada, cittadina poco lontano da Parenzo, apparteneva a una famiglia di possidenti. Iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Padova, a 23 anni stava per laurearsi quando, nel settembre del 1943, fu prelevata da casa, torturata, violentata e gettata tra il 4 e il 5 ottobre 1943 nella foiba di Villa Surani. La sua salma, insieme a quella di altre vittime, venne estratta dalla voragine rocciosa dopo 2 mesi. Secondo Dalzocchio quest’iniziativa è di fondamentale importanza “per non dimenticare”, la tragica morte della giovane istriana, la cui storia racconta i drammi subìti da nostri concittadini, la cui sola colpa era quella di essere italiani.

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Estendere a tutti l’obbligo del casco omologato per praticare lo sci, lo snowboard e la mountine bike.

Con la seconda interrogazione Dalzocchio chiede all’assessore allo sport, Roberto Failoni, se la Giunta intenda attivarsi perché sia esteso a tutti l’obbligo di utilizzare il “caschetto da sci” omologato per la pratica di questa attività. Con questa misura a suo avviso si garantirebbe maggiormente la sicurezza di tutti gli sciatori. Oggi la legge nazionale (la numero 363 del 24 dicembre 2003) prevede per la violazione dell’obbligo di indossare il casco da sci il pagamento di una somma oscillante fra i 30 euro e i 150 euro. Occorre ricordare che in base alla normativa, l’obbligo dell’uso del casco protettivo sulle piste da sci vale non solo per i minori fino a 14 anni di età, ma anche per gli atleti che partecipano ad allenamenti di sci e snowboard agonistico (ad eccezione dell’allenatore) e di coloro che praticano evoluzioni acrobatiche con gli sci o lo snowboard all’interno degli snowparks.

Per le stesse ragioni di sicurezza, l’esponente leghista suggerisce di imporre il casco protettivo anche alle persone che utilizzano le mountine bike, mezzo di spostamento sempre più diffuso tra residenti e turisti soprattutto nel nostro territorio. In funzione di questi due obiettivi Dalzocchio sollecita l’esecutivo ad interfacciarsi con il Governo nazionale affinché aggiorni in tal senso la normativa vigente (legge del 24 dicembre 2003 n.363).