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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CIA (FDI TRENTINO) – APPALTI ITEA: « OCCORRE RISTABILIRE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE VERSO IL PUBBLICO, CON L’ARROGANZA NON SI VA AVANTI »

Certamente l’effetto superbonus e l’impennata del costo delle materie prime sono elementi che hanno spinto le aziende a disertare le gare d’appalto di Itea per la riqualificazione delle torri di Villazzano e per le manutenzioni in Vallagarina ed Altipiani Cimbri. Elementi che però non raccontano tutta la verità. Già, perché il flop era nell’aria e non nasce certo oggi, ma è diretta conseguenza di problematiche che si trascinano da tempo. Perché a queste gare, una volta molto partecipate, le imprese trentine girano ora al largo? Le motivazioni sono essenzialmente tre, legate a una gestione dei lavori pubblici in appalto da parte di ITEA quantomeno anomala.

In primis, talvolta la DL (direzione dei lavori – che sono dipendenti di ITEA e non tecnici esterni) non rispetta la tempistica di redazione dei SAL (stato di avanzamento lavori), non violando soltanto quanto previsto del contratto d’appalto, ma soprattutto la normativa in materia di appalti pubblici, e comportando talvolta gravi ritardi, anche di molti mesi e in alcuni casi di anni. Questo determina da un lato un ulteriore lievitare dei costi aziendali e dall’altro una significativa dilatazione della tempistica della fatturazione e del pagamento dei lavori; le conseguenti difficoltà finanziarie riguardano non soltanto le imprese, ma anche e soprattutto i subappaltatori che ormai si rifiutano di collaborare in questa tipologia di appalti.

In secondo luogo gli appalti di manutenzione ITEA sono gestititi da un sistema informatico chiamato REF che calcola in modo automatico le penali da ritardo partendo da un database; questo sistema però non tiene conto di elementi quali, ad esempio, comunicazioni intercorse tra DL e impresa in cui si segnalano imprevisti sorti durante l’esecuzione dei lavori o le difformità delle situazioni indicate nella segnalazione di intervento rispetto allo stato reale dei malfunzionamenti o delle rotture che l’impresa si trova a dover risolvere. La DL prima di esporre le penali all’impresa appaltatrice dovrebbe filtrare i report elaborati dal sistema informatico REF alla luce di tutti quegli elementi che il sistema informatico non è in grado di considerare, apportando le necessarie rettifiche. Alcune DL più attente e scrupolose svolgono questa operazione, mentre altre no, facendo in tal modo ricadere sulle imprese l’aggravio economico di penali spesso non dovute.

Infine, le DL assumono talvolta un atteggiamento velatamente arrogante ed ostile nei confronti delle imprese appaltatrici che si esplicita in vari comportamenti quali, ad esempio: non prendere in considerazione soluzioni e suggerimenti esecutivi proposti dalle imprese (scaricando poi le responsabilità delle conseguenti inefficienze sulle stesse imprese); operare dei “taglieggiamenti” degli importi economici da riconoscere alle imprese nei SAL; pretendere di utilizzare voci del prezzario meno remunerative e con poca corrispondenza con i lavori eseguiti rispetto a quelle che più correttamente andrebbero applicate; depennare in toto, ingiustificatamente, intere voci economiche.

Le imprese che hanno provato a esporre queste problematiche alla DL sono state sottoposte a comportamenti di ritorsione più o meno velati. Si è così creata una situazione sostanzialmente vessatoria per le aziende che sono tenute in “ostaggio” dal punto di vista finanziario proprio per via
dei gravi ritardi nella redazione dei SAL e quindi nei pagamenti dei lavori. Da evidenziare che le DL negli appalti pubblici di manutenzione rivestono la funzione di pubblico ufficiale. Le regole in materia di appalti pubblici sono però molto spesso e da tempo disattese da alcune DL di ITEA che operano in maniera non conforme né a quanto previsto nei contratti d’appalto stipulati, né alla normativa in materia di appalti pubblici, e la a situazione è andata inevitabilmente deteriorandosi nell’ultimo periodo. È dunque necessario che si operi al più presto per superare questa criticità, ristabilendo quel clima di fiducia tra pubblico e privato che è basilare per il nostro tessuto economico e necessario per permettere una ripresa solida e di lungo periodo del settore edile.

 

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Cons. Claudio Cia
Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia