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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CIA (FDI) – TRENTINO * A22: « NO ALLA RIEDIZIONE DELLA DITTATURA DEI NUMERI, NO ALL’ESPULSIONE DELLA POLITICA DAL TERRENO DI GIOCO »

Caro Direttore,

Sono diversi gli spunti politici maturati da questa tornata consiliare, che ha visto al centro la controversa norma sulle gare per il rinnovo delle concessioni idroelettriche.

Il primo riguarda gli aspetti prettamente tecnici del provvedimento, rispetto al quale Fratelli d’Italia ha manifestato la sua contrarietà chiedendo inutilmente una serie di interventi emendativi ignorati da un esecutivo più attento al controllo numerico d’aula che all’ascolto di quella che in politica è comunemente definita una critica costruttiva, un contributo di mediazione.

Le complessità, ovunque alberghino, necessitano di soluzioni condivise e mediate. Le prove muscolari non portano bene e quasi sempre sono foriere di tristezza e mestizia di rapporti futuri.

Questa battaglia autonomista condotta da Fratelli d’Italia è perfettamente in linea con quelle rivendicazioni che affondarono le radici già nel dopoguerra asarino, quando quello splendido movimento di popolo che fu Asar, migliaia e migliaia di donne e uomini stremati dalle conseguenze nefaste della Guerra, trascinò il Trentino autonomista nelle piazze.

Da quelle coscienze, da quei territori più periferici, financo dalle città, le grandi connotazioni ambientaliste asarino/autonomiste individuarono nel tema delle risorse idroelettriche, nel loro utilizzo, nel connubio tra sfruttamento e territorio, nell’equilibrio tra valore d’impresa e centralità degli interessi delle Comunità un tema politico strutturale, portante. Solo un cenno storico per affermare che un’ Autonomia no green è un’ autonomia minuscola, fuori dalla storia, che un ‘ Autonomia senza l’ambiente alla sua base è un’ Autonomia che rinuncia alla propria ricchezza. La scelta di trattare la norma sulle centrali idroelettriche, indipendentemente dalle posizioni, come una obliterazione amministrativa, un obbligo di marcia in cui l’obbiettivo è giungere in fretta e male ad un arrivo del quale gli spettatori ricorderanno solo l’arroganza di un traguardo e malediranno i contenuti della gara stessa offende i Trentini. Li meraviglierà anche perchè le parole di chi autonomista si dichiara sono precipitate di fronte all’inconsistenza ed equivocità in Aula dei loro interventi.

Ma non solo li offende, i Trentini tutti. Li mortifica perché si è arrivati a questo attraverso sì, come dicevo prima, l’arroganza e la tracotanza, ma anche e soprattutto col metodo del mercimonio. Il mercimonio di una periferia rappresentata da consiglieri che dalla Valle di Fassa alla Valle di Fiemme, passando dalla Valle di Non, firmano emendamenti e non li votano, altri barattano emendamenti bagattellari per micro interessi di nicchia, o ancora escono dall’aula non per problemi di coscienza, ma in violazione di una coscienza autonomista che lo avrebbe obbligato ad una battaglia e non alla diserzione.

Il superamento storico probabilmente già avvenuto dei modelli di destra e sinistra, nella nostra Terra hanno un sostituto eletto dalla storia stessa del Trentino e si chiama demarcazione, confine tra ciò che appartiene a scelte di Autonomia, e quello che di questa ne fa carta straccia.

Il richiamo, la preoccupazione, riguardano a questo punto la prossima puntata quella dell’Autostrada del Brennero, partita per la quale l’imperativo è di non assistere ad una riedizione in differita della dittatura dei numeri e della espulsione della politica dal terreno di gioco.

La evidente deriva veneta in tema di A22, verso la quale si sta scivolando impone un richiamo forte affinché la robusta Presidenza Fugatti dimostri autorevolezza di dialogo non solo con l’omologo veneto ma anche con l’assemblea elettiva e gli interessi autonomisti che la stessa rappresenta. Per non trasformare quella che ancora qualcuno ottimisticamente considera la nostra Terra la Scala dell’ Autonomia, in un volgare “drive in” della politica, senza regole ma soprattutto senza anima.

 

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Claudio Cia
Cons. reg.le Fratelli d’Italia