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CGIL CISL UIL – TRENTINO * SOSTEGNI AL REDDITO: « INNALZATO L’ICEF FINO A 0,18 PER STAGIONALI E LAVORATORI COLPITI DALLA CRISI, I CRITERI RISCHIANO DI ESSERE TROPPO RESTRITTIVI »

Sostegni al reddito. Modificate le soglie dell’attualizzazione Covid per chi è colpito dalla crisi. Innalzato l’Icef fino a 0,18 per stagionali e lavoratori colpiti dalla crisi. Cgil Cisl Uil: “I criteri rischiano di essere troppo restrittivi. Le risorse non spese siano reinvestite in nuovi sostegni alle famiglie e ai lavoratori”.

Dopo mesi di sollecitazioni sull’inefficacia del sostegno straordinario per i lavoratori colpiti dalla crisi introdotto con la legge “Riparti Trentino”, oggi la Giunta provinciale ha approvato i nuovi criteri per l’attualizzazione dell’assegno unico. L’Esecutivo ha accolto parzialmente la proposta dei sindacati di innalzare il limite Icef, da 0,16 a 0,18, introducendo però altri vincoli che rischiano di rendere meno certo il beneficio.

“Leggeremo nel dettaglio i contenuti della delibera – avvertono i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – e solo allora valuteremo la portata delle modifiche. Crediamo comunque che si sarebbe potuto fare uno sforzo ulteriore per semplificare la misura e garantire un sostegno ad una platea diversa che includesse anche il ceto medio o medio-basso come avevamo proposto ancora ad aprile, ben dieci mesi fa”.

Dal quanto emerso dal confronto intercorso nei giorni scorsi, il sostegno dovrebbe andare a tutti i lavoratori stagionali, a tempo determinato e in somministrazione che siano senza occupazione, con un Icef massimo pari a 0,18, tramite l’attualizzazione della condizione economica. Questi accederebbero alla quota A dell’assegno unico ottenendo un sostegno variabile da un minimo di 150 euro ad un massimo di 950 euro a nucleo familiare per una durata massima di tre mesi. Non potranno contare su questa forma di sostegno i lavoratori stagionali che non hanno dieci anni di residenza in Italia. La richiesta dei sindacati di stralciare questo vincolo iniquo non è stato accolto.

Resta la preoccupazione, per Cgil Cisl Uil, che i 13 milioni di euro stanziati nel maggio scorso e non ancora arrivati ai lavoratori e alle lavoratrici non siano spesi. “La Provincia deve monitorare le domande – insistono i tre segretari generali – e ogni eventuale avanzo dovrà restare vincolato al capitolo del sostegno alle famiglie. Le risorse, poche, destinate ai lavoratori che stanno pagando un prezzo altissimo a causa della crisi, non devono essere spostate su altre voci ma semmai dovrebbero essere rimpinguate”. E intanto in Alto Adige la Giunta provinciale si prepara a varare un nuovo pacchetto di misure per sostenere famiglie e imprese in difficoltà.

Per quello che riguarda gli addetti del turismo, un capitolo ancora aperto è quello degli ammortizzatori nazionali. Si attende, infatti, il varo del decreto Ristori 5 dove dovrebbe entrare una misura specifica con il prolungamento di due mesi aggiuntivi di Naspi o delle forme di bonus per queste categorie. “Tutto dipende chiaramente dai tempi della crisi di governo – ammettono Grosselli, Bezzi e Alotti -. Ci auguriamo che l’Italia abbia il prima possibile un nuovo governo stabile perché le attese del mondo del lavoro sono molte”.

Resta comunque la consapevolezza che in una situazione di crisi straordinaria la Provincia di Trento non abbia messo in campo le prerogative che gli attribuisce l’Autonomia per sostenere i propri lavoratori in difficoltà e le loro famiglia, facendo trascorrere tempo prezioso. “Nel corso del 2020 – ricordano i segretari di Cgil Cisl Uil – la Giunta provinciale ha sostenuto le lavoratrici ed i lavoratori colpiti dalla crisi per cifre irrisorie, pari allo 0,0035% del pil provinciale. Ora è urgente che la Giunta cambi rotta, attivando tutte le risorse possibili per sostenere le famiglie in crisi e mettendo in campo un vero piano di politiche attive e di politiche industriali e di sviluppo per creare nuove occasioni di lavoro”.