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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CHANGE.ORG * ASSEGNO PROVINCIALE NATALITÀ: « PETIZIONE DIRETTA AL PRESIDENTE FUGATTI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO » (LINK)

L’anno scorso sono nati in Trentino 3.900 bambine e bambini. Hanno tutti gli stessi bisogni eppure alcuni di loro, fin dal primo vagito, sono considerati diversi perché figli di famiglie di origine straniera: alle loro mamme e papà non verrà riconosciuto l’assegno di natalità della Provincia autonoma di Trento solo perché sono residenti in Italia da meno di dieci anni. Una scelta ingiusta che di fatto discrimina i piccoli ancora nella culla.

I bambini e le bambine, però, sono tutti uguali e devono avere tutti le stesse opportunità per poter crescere e realizzare i propri desideri. Un principio sancito anche dalla recente decisione del Parlamento sull’assegno unico universale per le famiglie: il 30 marzo scorso tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna, hanno condiviso la scelta di limitare il requisito della residenza in Italia a soli due anni per accedere alla misura.

Gli aiuti devono selezionare sulla base delle condizioni economiche delle famiglie, non della loro provenienza, soprattutto quando in ballo c’è il futuro dei più piccoli e, con loro, quello della nostra comunità.

Facciamo appello alla Giunta e al Consiglio provinciale perché rimuovano questa ingiustizia e modifichino la norma trentina adeguandola ai criteri previsti a livello nazionale per l’assegno unico e universale. Discriminare è sempre sbagliato, farlo sulla pelle dei bambini è inaccettabile.

 

FIRMATE

Per chiedere alla Giunta e al Consiglio della Provincia autonoma di Trento di modificare il comma 4, dell’articolo 8 bis della legge provinciale 2 marzo 2011, n. 1 sul benessere familiare, eliminando il riferimento ai requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno previsti dall’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.

 

Tutte le cittadine ed i cittadini possono aderire a questa petizione. È possibile sottoscrivere l’appello online all’indirizzo

 

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