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LETTERE AL DIRETTORE

ROSSETTO E PEDERGNANA (INSEGNANTI SCUOLA INFANZIA) * REPLICA AD ASSESSORE BISESTI: « SI È CHIESTO COME MAI IN TRENTINO LA PROFESSIONE NON SIA PIÙ APPETIBILE? »

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15.57 - lunedì 28 agosto 2023

Egregio Direttore Franceschi,

le scriviamo in risposta all’ennesimo attacco dell’Assessore Bisesti. Nulla di nuovo sul fronte scuola. Tra parti mature e responsabili ci dovrebbe essere un tavolo di lavoro e non un confronto solo sulle pagine dei giornali. Detto questo, vorremmo sentire dall’assessore qualcosa di diverso dalla lode a se stesso. Quanto dichiarato è stato puntualmente smentito dai dati, dai ragionamenti, dai numeri e dalla situazione in cui versa la scuola dell’infanzia! Ciascuno usa i pretesti che crede per sostenere le proprie trovate, ma per quanto riguarda il calo demografico, fronteggiato con l’apertura di luglio, per renderlo credibile, dovrebbe chiedere conferma agli uffici dell’anagrafe dei comuni trentini.

A distanza di quattro anni di scuola aperta su undici mesi le nascite infatti continuano a calare: forse serve ben altro per incentivarle! In tempi come questi (genitorialità che fatica, bambini con bisogni educativi speciali in aumento…), se il trilinguismo è un valore aggiunto, un’insegnante capace di leggere le necessità di tutti i bambini/e, attraverso i linguaggi dell’empatia, della cura, dell’inclusione e soprattutto della preparazione pedagogica, è indispensabile! Queste competenze sanno venire incontro ai “100 linguaggi” dei bambini/e. Se l’assessore volesse approfondire il tema, può farsi un giro nelle scuole di Reggio Children: sono un’eccellenza italiana, vengono delegazioni da tutto il mondo per copiarle.

Tutti sul far della sera sentono il bisogno di ripercorrere la giornata per capire se l’agire è stato coerente con il pensare. Lei, Assessore, a fine legislatura ancora una volta sente l’urgenza di rafforzare le sue scelte “dittatoriali” per racimolare un po’ di voti che Le garantiscano per altri 5 anni la poltrona provinciale. Ora, la Sua campagna elettorale la faccia come crede, usando la storia che preferisce. Allo storytelling che imbonisce le menti, preferiamo la narrazione supportata dai dati, perché senza questi ultimi, la Sua resta un’opinione. La scuola ha bisogno di qualcosa di più della Sua opinione alla quale Lei si affida in base ai like che riceve. La scuola necessita di riforme condivise con chi ci lavora, con chi è competente e con chi di scuola ne sa!

È stato talmente lungimirante l’intervento sulla scuola dell’infanzia che nessuno nel resto d’Italia lo ha preso ad esempio. Non per infierire, ma vorremmo aggiungere che oltre alla Sua completa contrarietà nel 2019 – con uno scritto ben argomentato – il prolungamento del calendario scolastico ha ricevuto le critiche di una infinità di esponenti del mondo politico e non. Come risponde alla mancanza di insegnanti? Si è chiesto come mai la professione non sia più appetibile? Sarebbe servita un po’ di umiltà e una calcolatrice a portata di mano per capire che si potevano offrire servizi conciliativi alle famiglie che ne avevano necessità, a costi molto più contenuti per la PAT e quei soldi in esuberano potevano servire per garantire copertura a tutti quei bambini con criticità, che, purtroppo, sono in continuo aumento. Volevamo concludere con un antico proverbio che narra: “Una società diventa grande quando gli anziani piantano alberi, sapendo che non si siederanno mai sotto la loro ombra”.

 

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Saida Rossetto e Cristina Pedergnana
insegnanti di scuola dell’infanzia

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