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LETTERE AL DIRETTORE

MICHIL COSTA * ASTENSIONISMO: « LA POLITICA È IN CRISI DA ANNI, PERCHÈ È IN CRISI IL CONCETTO STESSO DI COMUNITÀ »

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10.24 - venerdì 2 dicembre 2022

Astensionismo, malattia infantile del consumismo – Fra le tante valutazioni che sono state fatte e che possiamo fare sulle recenti elezioni ce n’è una che mi preme condividere con voi e che riguarda un dato per certi aspetti inquietante. Mi riferisco al numero pazzesco di elettori che si sono astenuti dall’esercitare il sacrosanto diritto di voto. Sono sedici milioni e mezzo le persone che non sono andate a votare, vale a dire il 37%. E c’è di più: dal 2018 al 2022 si sono persi quattro milioni e mezzo di elettori. Perciò l’astensione di massa ha degli effetti massicci e, al di là del gioco di parole, deleteri, non solo sul risultato elettorale ma anche su tutta la nostra vita sociale.

Parafrasando con molta ironia la celebre massima di Lenin su estremismo e comunismo, mi chiedo come mai, pensando soprattutto all’astensionismo di sinistra, di fronte a una situazione di post pandemia, di guerra nel cuore dell’Europa, di una possibile minaccia di escalation nucleare, ci si possa permettere il lusso di non scegliere. E sempre rivolgendomi all’astensionista di sinistra, più infantile di un infante, mi chiedo come di fronte a un eventuale governo anti antifascista, per non dire postfascista e populista non ci si possa prendere la briga di scegliere e di agire. E qui mi sovviene il dubbio che, se è vero che la politica si è allontanata dal popolo, è anche vero il contrario: noi come popolo siamo diventati più cinici e siamo certamente più consumatori che cittadini e preferiamo guardare il nostro ombelico piuttosto che assumerci una qualche responsabilità.

Quante volte ho sentito dire: nessuno mi rappresenta. Siamo proprio Narcisi davanti allo specchio e non vediamo altro che il nostro io. E qui tiro in ballo il buon caro De André con la sua celebre strofa che recita così: Per quanto vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti. Certo, la politica è da anni in crisi, ma a mio parere è in crisi il concetto stesso di comunità. È vero, l’elettore di sinistra può sentirsi sfinito e deluso di fronte alle incapacità dimostrate negli anni dagli esponenti politici di sinistra. Ma la deriva individualista non fa altro che allentare i vincoli sociali ed esaltare gli aspetti personali. Io, io, io, al posto di noi.

Votare non è solo un diritto faticosamente conquistato, è una possibilità unica per confrontarci, per discutere, anche animatamente. Chi non vota fa spallucce a ciò che gli sta intorno, poi caso mai si lamenta perché le cose non vanno come vorrebbe. Gli elettori potenzialmente di sinistra che hanno scelto di non votare mi lasciano davvero stupefatto perché un tempo la sinistra era la parte dell’Italia più disposta a socializzare, a stare insieme e condividere, a scambiare idee e a essere creativa e a battersi per qualcosa. Oggi, con tanta tristezza, mi vien da dire che si è astenuto ha compiuto un gesto puerile, egoista, miope. Ebbene sì, l’astensionismo è la malattia infantile del consumismo, nonché l’affermazione più eclatante dell’individualismo.

 

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Michil Costa

Corvara (BZ) Alta Badia Dolomites – Italy

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