Egregio Direttore,
il mercoledì 22 aprile 2026, sarà ricordato come il giorno in cui il Consiglio Regionale della nostra Regione Autonoma ha fatto menda di un grave torto inflitto – già alla sua prima seduta – annullando la democratica elezione di Clara MARCHETTO. Una vergogna durata quasi ottant’anni, che si è cercato di relegare all’oblio; una sofferta e reiterata richiesta di riabilitazione che è sgorgata dai cuori di molti indomiti Trentini/Welschtirolesi; una mozione presentata dalla coraggiosa e brava consigliera Maria BOSIN, votata di gran lunga dal Consiglio e salutata con gioia da una larghissima parte della popolazione, da troppo tempo tenuta all’oscuro dei fatti e resa silente.
Una votazione che ha visto compatte e coese, come mai nel passato, le rappresentanze delle compagini politiche dei tre Gruppi etnici. Una speranza e un auspicio per tutti che sia la definitiva sepoltura dei gravissimi arbitrii e screzi dei passati anni cinquanta e il beneaugurante inizio di una nuova era di proficui rapporti fra Trento/Trient e Bozen/Bolzano.
Spiace e addolora constatare come i quattro Consiglieri di Fratelli d’Italia (partito anch’esso dichiaratosi autonomista) abbiano votato contro la riparatrice mozione. Pretestuosa, anacronistica e assai inspiegabile se non addirittura risibile, l’asserzione (fatta da questi ultimi) che Clara MARCHETTO fu anche indipendentista e che perciò la sua posizione abbisogni d’essere rivista, ulteriormente analizzata e ridiscussa.
È comune convinzione che ogni Rappresentante politico di una Regione – specie se autonoma – dovrebbe, già all’atto di proporre la propria candidatura, conoscere almeno la storia (quella vera s’intende) del territorio e della Gente che da sempre ci vive, la abita e la feconda. Ancor più appare d’obbligo, specie se il candidato Consigliere non è autoctono e vien da fuori, che: ne abbracci integralmente usi e costumi; si senta integrato e pronto ad amministrare con equità e buon senso, sempre valorizzando, apprezzando e mai rinnegando con disgusto i motivi e le ragioni che stanno alla base della speciale autonomia.
Se ne facciano una ragione i quattro dissenzienti e cerchino di assimilare un po’ dell’essenziale di questa terra, della sua millenaria storia passata e del sentire della stragrande maggioranza dei suoi abitanti.
Oltre al tanto altro d’interesse, apprenderanno che alla fine del secondo conflitto mondiale (qui avvenuta il 6 maggio 1945 e non i 25 aprile, come ricordato e festeggiato nella restante parte d’Italia) questo territorio da due anni era frazionato in due Gau inglobati nell’Alpenvorland e ben due classi della sua gioventù avevano militato nell’armata tedesca; si stupiranno altresì nel vedere come, alla fine del primo conflitto mondiale, non s’era tenuto il consueto/dovuto e dal Re promesso, plebiscito d’annessione; prenderanno definitivamente coscienza che c’era stato il nefasto intermezzo dell’arrogante regime fascista (partito che, per la verità, loro stessi sconfessano), che represse con la violenza la resilienza degli irriducibili, mortificò ogni buona volontà popolare di accondiscendere alle lusinghe della decantata redenzione e arrivò, vieppiù e per sventura, a cambiar persino il nome di questa martoriata terra, mediante un (mai sconfessato) decreto prefettizio fascista.
Forse tutto ciò non giustifica ma sicuramente depone a favore, impone rispetto e/o chiede clemenza verso i tanti che, anche nel Trentino/Welschtirol, all’epoca sognavano l’indipendenza.
Clara MARCHETTO, fu certamente una di questi e del tribunale speciale fascista fu una martire. Così come una martire fu di certi metodi fascisti riservati a lei dalla politica locale dell’immediato secondo dopoguerra.
Sia accettata di buon grado quindi questa seppur tardiva riabilitazione di una Donna intrepida e coraggiosa; si porti vanto di aver intitolato alla stessa la più importante sala del Palazzo Regionale; sia Clara MARCHETTO additata ad esempio, specie per i giovani e sia di sprone per tutti coloro che apprezzano e difendono la nostra Speciale Autonomia Regionale.
Un rinnovato dovutio grazie alla Consigliera Maria BOSIN.
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Gen.B.CC (r.)
Gregorio PAISSAN
VALLELAGHI (TN)
