CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO

"A tu per tu“ con con Giorgio Tonini - Pd Trentino

Focus: concessione A22

Dolomiti Energia fa dietrofront sullo smartworking, ma serve ultimo passo. Un grande passo avanti per i lavoratori. Gli ultimi tre mesi fatti di riunioni, lettere, stati di agitazione e condivisione mediatica, hanno portato finalmente ad un grande risultato: il ritorno di quasi la totalità dei lavoratori allo smartworking a partire dal 19 Ottobre.

Finalmente il 16 Ottobre le nostre richieste sono state ufficialmente recepite dall’azienda e quindi, oltre ad essere stati bloccati i rientri in presenza di quasi tutte le mamme, sono rientrati in smartworking anche molti lavoratori, che erano stati riconvocati in sede durante o dopo l’estate.

Tuttavia, inspiegabilmente, l’azienda ha deciso di non fare l’ultimo passo: in una situazione di pandemia, che giorno dopo giorno peggiora vistosamente, riteniamo estremamente pericoloso l’ostinarsi a far lavorare ancora in sede una parte di lavoratrici e di lavoratori, le cui mansioni non sarebbero inficiate in alcun modo dalla modalità in remoto. Siamo preoccupati, dal punto di vista epidemico, da un Ottobre che presenta una media di contagi giornalieri in Trentino più che doppia rispetto a maggio e ad una ripresa delle morti per Covid-19.

Citando il comunicato aziendale del 14 Ottobre divulgato ai media, in riferimento all’obiettivo aziendale della ripresa delle “dinamiche sociali del lavoro in presenza”, siamo certi che un obiettivo del genere sia assolutamente fuori dal contesto attuale, nonché pericoloso.

Se come Uiltec siamo contenti del raggiungimento dell’obiettivo per la maggioranza dei lavoratori, dall’altra siamo fortemente contrari e preoccupati dalla permanenza in azienda della parte dei lavoratori esclusa da questo successo.

Nell’incontro odierno per la procedura di raffreddamento lo ribadiremo: vogliamo il ritorno in smartworking di tutti i lavoratori che hanno la possibilità di svolgere le loro mansioni da remoto. In primis per il rischio Covid-19 ed in secondo luogo per la conciliazione famiglia lavoro: in particolare delle madri e dei padri, che sono già sovraccaricati da una situazione scolastica critica. Forti dell’approvazione, già ottenuta, dei lavoratori, se non verremo ascoltati, proseguiremo decisi verso il Commissariato del Governo. Qualora anche questo passaggio avesse esito negativo, siamo pronti a proclamare lo sciopero.

 

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Giuseppe Di Chiara
Segretario Settore Elettrico Gas-Acqua ed Ambiente
Trentino Alto Adige Südtirol U.I.L.T.E.C. – UIL