PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

’analisi a cura della UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio  ci dice  che sono 4,8 miliardi di euro, al netto dell’IRPEF nazionale e delle addizionali regionali e comunali,  quanto manca nelle tasche dei dipendenti che  nei mesi di aprile e maggio, a causa del Covid-19, sono stati posti in cassa integrazione (2,5 miliardi di euro netti nel mese di aprile e 2,3 miliardi di euro netti nel mese di maggio). Nella nostra Regione la riduzione delle retribuzioni è stata di 42 mln in aprile  e 38 mln in maggio.

È quanto emerge da un’analisi condotta dalla UIL Nazionale -Servizio Lavoro, Coesione e Territorio che ha elaborato i dati Inps delle ore autorizzate di integrazione salariale su cui sono state condotte le simulazioni. Ma quanto incide questa perdita sulle singole retribuzioni mensili dei dipendenti? Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei 13° e 14°, in due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 18% al 37%, a seconda del reddito.

A fronte di circa 1,7 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nei mesi di aprile e maggio (rispettivamente 835 milioni e 849 milioni di ore), numeri mai raggiunti in precedenza ed in così breve tempo, gli 8,4 milioni di beneficiari hanno perso, mediamente, 569 euro pro-capite nel bimestre. In Trentino Alto Adige sono state autorizzate negli stessi mesi 27,5 mln di ore per 107.050 fruitori fra full time e part time. Per comprendere l’ordine di grandezza delle varie forme di  Cig Covid, rammentiamo che  le stesse ore di integrazione salariale del bimestre aprile maggio 2029  le si raggiunsero, in tutto il  triennio 2009-2011.

Se simulassimo che le ore autorizzate fossero riferite a dipendenti posti in cassa integrazione “a zero ore”, equivalenti a circa 5 milioni di beneficiari, la mancata retribuzione corrisponderebbe a 966 euro netti medi pro-capite nel bimestre. Occorre tenere presente il tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione e la loro rivalutazione, fissati oggi per Legge a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48.

Quindi,  se consideriamo un dipendente a tempo pieno con una retribuzione annua netta di 17.285 euro (1.440 euro mensili) posto in cassa integrazione a zero ore per due mesi, la perdita, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di 13° e 14°, ammonterebbe a 889 euro netti (444 euro mensili). Altro caso è quello di un dipendente part-time con una retribuzione netta annua di 10.005 euro (834 euro mensili) che in due mesi in cassa integrazione perderebbe 290 euro netti (145 euro mensili).

 

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Walter Alotti

Segretario Generale Uil Trentino