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TRANSDOLOMITES * FERROVIE NELLE DOLOMITI: GIRARDI, « CE N’È PER TUTTI TRANNE CHE PER LE VALLI DELL’AVISIO »

Ferrovie nelle Dolomiti; ce n’è per tutti tranne che per le Valli dell’Avisio. La notizia è stata battuta sul link  qualche giorno fa.

Annuncia che nei giorni scorsi è stato siglato un protocollo d’intesa tra le Province di Belluno e di Trento per avviare uno studio di fattibilità relativo alla tratta ferroviaria Feltre-Primiero. Si tratta di una prima parte del progetto strategico denominato “Treno delle Dolomiti – Ferrovia Bellunese Sud”, finanziato dal Fondo Comuni di confine per 200.000 euro. Secondo gli accordi, la Provincia di Trento elaborerà un approfondimento tecnico, con lo studio delle alternative progettuali e gli scenari socio-economici degli impatti possibili.

Con questa azione si punta ad avere, dati alla mano, la possibilità di valutare l’utilità di un’infrastruttura che nel bellunese si ritiene strategica per la parte bassa della provincia, che necessita di uscire dall’isolamento;

il percorso, di fatto, è già iniziato a livello ferroviario, con l’elettrificazione della Conegliano-Ponte nelle Alpi-Belluno-Feltre e dovrà essere potenziato anche con interventi di allargamento della rete», ha commentato il presidente della Provincia di Belluno.

«Lo studio di fattibilità analizzerà diversi tracciati possibili per quella che abbiamo sempre chiamato Feltre-Primolano, anche evidenziando pro e contro di ogni singolo itinerario. Quando avremo lo studio, non mancheranno incontri pubblici con la popolazione».

Il processo di valutazione affidato alla Provincia di Trento sarà allargato anche oltre il segmento della Feltre-Primiero. E andrà a considerare i collegamenti con il Trentino-Alto Adige pensati per il “Treno delle Dolomiti”.

«Si tratta di un’opera fondamentale, che consentirebbe il collegamento su rotaia a Trento e all’asse del Brennero», afferma il sindaco di Feltre e neo consigliere provinciale. «Se realizzata in combinata con la prosecuzione dell’anello ferroviario previsto per la parte alta della provincia, consentirebbe di chiudere il percorso del “Treno delle Dolomiti”.

Inoltre, consentirebbe un collegamento diretto Trento-Venezia attraverso Feltre e Treviso. Si tratta di un’opera fondamentale per avviare un cambio di paradigma nei sistemi di mobilità della nostra provincia, consentendo finalmente di completare la strategia del trasporto pubblico e di ridurre in maniera sensibile l’utilizzo dell’auto».

La nota conclude informando che vi sono stati già alcuni incontri con il presidente della Provincia di Trento, che ha sempre dimostrato grande disponibilità e si è detto favorevole al progetto».

Transdolomites non può che rallegrarsi del fermento ferroviario che sta attraversando il versante a oriente ed a nord delle Dolomiti. A trainare questo treno, il Sudtirolo, Veneto ed il Trentino.

L’intenzione di avviare i progetti di fattibilità per il collegamento tra la linea del Brennero ed il Lago di Garda, Anello delle Dolomiti e, nota ultima, la Feltre Primiero, sta a dimostrare che l’ideale di Transdolomites, ossia quello di attrezzare alcuni territori con una ferrovia , è azzeccata e che parte di vari soggetti istituzionali la ritiene vincente.

Per gli ideali che la nostra associazione da più di dieci anni professa, questo senza dubbio è una vittoria.

Saranno poi i fatti a dimostrare se dalle parole o buone intenzioni le tre provincie decideranno di passare passare ai fatti.

Siamo l’associazione portavoce storica della proposta del collegamento su ferro Trento-Penia di Canazei ma allo stesso tempo i sostenitori della necessità di lavorare alla progettazione di un sistema che preveda una rete di ferrovie dolomitiche ed alpine . Per questo motivo ogni scelta che va in questa direzione trova il nostro plauso e sostegno.

Ma spostiamo ora la nostra attenzione sull’idea di progetto per la ferrovia dell’Avisio.

Con Determina del Dirigente ( Raffaele De Col) N . 236 in data 19 dicembre 2016 venne affidato all’Università di Trento – Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica nella persona del Prof. Ing. Marco Tubino Direttore del Dipartimento Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica , e del Prof. Ing. Raffaele Mauro, quale Responsabile scientifico, l’incarico di redazione dello studio e supporto della valutazione tecnico- economica per la fattibilità e sostenibilità dei costi di costruzione e gestione degli interventi ferroviari riguardanti la mobilità su ferro nelle valli dell’Avisio.

Tra i rilievi di insostenibilità che vennero mossi a studio concluso, si scrisse che anche ipotizzando un numero doppio di viaggiatori sulla ferrovia Avisio,( si ipotizzerebbero in dieci milioni) la realizzazione di detta ferrovia non sarebbe comunque giustificabile e sostenibile.

Se questa è una delle considerazioni contemplate, allora avremo un gran piacere che qualcuno ci dimostrasse secondo quali criteri si potrà ritenere sostenibile e giustificabile un treno tra Feltre e Primiero che di turismo ne macina molto meno di Fiemme e Fassa.

Di più; se dovessimo applicare le teorie contenute nello studio del Prof. Mauro, si dovrebbe sopprimere anche la ferrovia del Brennero.

La difesa alla scelta per la Feltre-Primiero potrebbe trovare giustificazione sul fatto che un simile investimento ha ragione d’essere fatto per dare sostegno ad un territorio svantaggiato e che l’essere un segmento del grande progetto dell’Anello delle Dolomiti da Venezia a Cortina significa trovare in esso il cordone ombelicale che lo alimenta.

Tutto vero e condivisibile ma per la ferrovia dell’Avisio ci si dimentica che anche essa trova nella ferrovia del Brennero un bacino d’utenza internazionale che tra l’atro si rafforzerà con l’entrata in esercizio del tunnel del Brennero.

Si dimentica che Fiemme e Fassa , assieme al Garda sono le valli che maggiormente soffrono del gran traffico essendo importanti destinazioni turistiche.

Ma mentre a 360 gradi pensa agli studi di fattibilità ferroviari, per le Fiemme e Fassa si ipotizza il giocattolo del BRT!!!!!!!

Volendo fare sintesi di tutte queste considerazioni il sospetto che sempre più si insinua nelle nostre menti è che da troppi anni si stia assistendo ad un boicottaggio nei riguardi delle Valli dell’Avisio.

Altra considerazione che ci appare limpida come l’acqua , è che i territori che da anni battono per ottenere progetti di mobilità pubblica, vedi assieme a noi il Comitato Avianova, forti di ben ventisette mozioni sottoscritte da Consigli comunali, Comunità di Valle, Consiglio Provinciale sono state del tutto ignorate, mentre ad essere premiati sono stati quei territori che sono stati molto meno attivi.

Ma dal 2008 in avanti c’è un altro sospetto che di anno in anno è andato rafforzandosi, ossia che a boicottare il progetto del treno dell’Avisio vi sia una regia che agisce al di fuori degli schemi della politica ma capace di condizionare le scelte della politica stessa partendo dalla Giunta di Lorenzo Dellai, a quella di Ugo Rossi e quella attuale del Presidente Maurizio Fugatti.

Il dubbio trova le sue radici nelle esternazioni dell’Ing. Raffaele De Col, rilasciate in occasione della serata sulla mobilità che ebbe luogo a Segonzano il 19 agosto 2010. A distanza di dieci anni esse vanno ricordate e per Transdolomites non sono andate e mai andranno in “prescrizione “ malgrado il tempo trascorso.

Perché chiamare in causa l’Ing. De Col? Per il semplice motivo che in quella occasione Egli ha “occupato “ il ruolo del politico, l’allora Assessore Alberto Pacher.

E quando un Dirigente e di conseguenza tecnico sconfina nel campo che è di competenza del politico esso si trova nella stessa situazione del gioco del calcio. Se il portiere si trova a giocare fuori dell’area di rigore, lo si può affrontare come un giocatore qualsiasi.

La sua frase di De Col di quell’occasione“ scordiamoci il progetto di ferrovia superficiale in valle di Cembra,”

Dubbio che non ci toglieremo dalla testa sino a quando da parte della Giunta provinciale attuale non giungerà un chiaro segnale di inversione di rotta che dovrà consistere nella realizzazione dello studio di fattibilità della Trento-Penia, atto dovuto come forma di rispetto nei riguardi delle diciassette mozioni votate dalle Istituzioni pubbliche delle Valli dell’Avisio che chiedevano la stessa cosa.

Detta alla Macchiavelli, non è che il Principe abbia un pessimo Consigliere?

In conclusione , come ciliegina sulla torta, non dimentichiamo la complicità silenziosa e compiacente dei Consiglieri provinciali, Luca Guglielmi, Piero De Godenz, Alessandro Savoi, Gianluca Cavada, i quali invece di farsi garanti della difesa delle mozioni citate, sino ad oggi hanno preferito nascondere la testa sotto la sabbia, ma che allo stesso tempo le Valli dell’Avisio sarebbe ben ora si dessero una bella svegliata.

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites