ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Intervista al Presidente Massimo Girardi

(Progetto Ferrovia Avisio - Mobilità di valle - Trasporto Brt)

 

All’alba del 05.12.2019 la Squadra Mobile di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, ha arrestato P.C., quarantenne originario di Gela, in provincia di Caltanissetta, ma da anni residente in Trentino Alto Adige. Nella stessa mattinata è stata applicata alla moglie dell’uomo, sempre su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo trentino, un’altra misura restrittiva della libertà personale, l’obbligo di dimora nel comune di residenza, in quanto scaturito dalle indagini che fosse la complice del marito nella commissione delle rapine.

I due nella serata del 28 ottobre 2019 hanno commesso tre rapine ai danni di altrettante vittime, due donne ed un uomo.

La prima è avvenuta intorno alle 22:45, in via Gorizia. La vittima è stato un uomo in sosta con la propria autovettura proprio in via Gorizia. Il rapinatore si è avvicinato, brandendo un coltello e puntandolo alla gola della vittima, intimandogli, ripetendo più volte la frase “Tira fuori i soldi o ti ammazzo”, di consegnarli in denaro in possesso, risultato la somma di 70 euro. In questo frangente la moglie, complice nella commissione della rapina, ha svolto le funzioni di vedetta, di “palo”, controllando che non arrivassero le Forze dell’Ordine.

Non contenti della somma sottratta i due si sono spostati in via Milano. Trascorsi dieci minuti dall’ultimo episodio, hanno replicato. Con una scusa l’uomo orinario della Sicilia ha fermato una donna in biciletta, intenta a rientrare a casa, con il pretesto di chiederle un’informazione.

In maniera improvvisa e repentina la donna è stata bloccata per un braccio, puntandole il coltello, e chiedendole di consegnare il denaro in possesso. A questo punto la vittima ha reagito, urlando, asserendo altresì di non avere alcuna somma con se. La coppia, sorpresa dalla reazione, si è dileguata non portando a compimento la rapina.

Ma insoddisfatti di quanto avvenuto, alle 23:00, si sono spostati verso via Perini, ove hanno visto una donna prelevare del denaro contante dallo sportello automatico. Il rapinatore è sceso dall’auto, guidata dalla moglie, si è avvicinato alla vittima, intimandogli, dietro minaccia di morte, di consegnarli il denaro, circa 500 euro, dandosi immediatamente dopo alla fuga.

Le indagini avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Trento, hanno permesso immediatamente di ipotizzare che potesse trattarsi dello stesso autore, visto l’identico modus operandi. Ipotesi confermata anche grazie alle dichiarazioni delle tre vittime che hanno descritto l’autore con le medesime fattezze fisiche “soggetto di bassa statura, corporatura esile, viso smagrito, colorito della pelle olivastro e con accento meridionale o comunque non trentino”.

A questo punto sono state passate al setaccio gli impianti di videosorveglianza, pubblici e privati presenti in zona, che hanno permesso di individuare l’autovettura dei due rapinatori, nonché gli stessi volti, scaturiti dai fonogrammi che li hanno ripresi intenti a girare lungo le strade dove si sono svolte le rapine. Dai dati dell’autovettura gli investigatori della Squadra Mobile sono risaliti all’identità dei due, estrapolando delle foto utili per i riconoscimenti da parte delle due donne e dell’uomo rapinati nella serata del 28 ottobre.
Inoltre, esaminando le varie denunce presentate presso la Questura di Trento è balzato agli occhi che fosse avvenuta un’analoga rapina nella serata del 22 ottobre. In particolare verso le 23 in via Zara, un uomo, individuato per il rapinatore originario della Sicilia, si è avvicinato alla vittima, un trentenne, intorno alle 23. Nell’occasione gli ha intimato, minacciandolo con un coltello, di consegnarli il denaro. In questo caso è stata utile l’analisi degli spostamenti del telefono del rapinatore. Dalla disamina dei dati è emerso che questi, già riconosciuto dalla vittima parzialmente, fosse proprio in via Zara alle 23, con la complice, la moglie pronta a prenderlo a bordo dell’autovettura per riportarlo a casa.