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“Handicap e sport, grazie alla testa superi ostacoli e limiti”.Ieri sera a Mori l’assessore Mirko Bisesti, ha chiuso la manifestazione dedicata ad atleti con disabilità. La testimonianza di Gianluigi Rosa.

Un plurimedagliato olimpico e campione del mondo di sci, Giacomo Bertagnolli, e il gigante buono che alla verticalità rocciose alterna l’orizzontalità della piastra dell’hockey su ghiaccio, Gianluigi Rosa. Sono loro due i volti simbolo di “Oltre gli ostacoli. I limiti, la sfida, la vittoria”, progetto che a Mori ha voluto sensibilizzare il pubblico su cosa può fare lo sport per le persone con disabilità. “Nello sport è la testa a fare la differenza e non il tuo handicap fisico.

E’ grazie alla tua volontà, alla tua determinazione e, anche alla tue doti fisiche, che riesci a sfidare i tuoi limiti ed arrivare alla vittoria”, ne è convinto Gianluigi Rosa. Accanto a lui c’erano, oltre a Bertagnolli, altri quattro atleti che hanno appassionato con le loro storie di vita il publico presente nella palestra delle scuole medie di Mori: Riccardo Hoffer (Volley), Lorenzo Setti (Hockey), Rinaldo Frisinghelli (hand bike), Beatrice Pedrotti (tennis). Ad ascoltarli c’era anche l’assessore provinciale all’istruzione, Mirko Bisesti: “Le istituzioni hanno il dovere di essere presenti accanto ad atleti speciali, come loro, che giorno per giorno affrontano le sfide della vita. A loro dobbiamo una presenza sul campo fatta di azioni concrete, anche piccole, in grado di aiutare, ognuno con il proprio ruolo e responsabilità, altre persone. E’ con il contributo di tutti, ad incominciare dalla scuola, che lo sport può crescere e concorrere a formare persone migliori”.

In apertura di intervento, l’assessore provinciale all’istruzione, Mirko Bisesti, ha voluto ringraziare tutti gli atleti presenti in sala e, soprattutto, Alessandra Campedelli, allenatrice della Nazionale pallavolo sorde e promotrice dell’iniziativa “Oltre gli ostacoli. I limiti, la sfida, la vittoria”. “Solitamente – ha sottolineato Bisesti – non amo fare l’elenco dei ringraziamenti ma oggi me lo posso permettere. Uno speciale è per Alessandra Campedelli, allenatrice della Nazionale Volley Sorde. Il suo contributo è stato determinante per avviare questo progetto di sensibilizzazione verso le istituzioni e, soprattutto, verso le persone. Grazie, Alessandra, per l’impegno”.

L’assessore provinciale all’istruzione si è poi soffermato sul ruolo della scuola: “E’ importante partire dalla scuola per far conoscere realtà ricche di umanità e allo stesso tempo complesse, quali la disabilità, e le opportunità che lo sport può offrire a coetanei che ogni giorno sono chiamati a rispondere alle sfide della vita. La scuola deve essere portatrice di cultura sociale e inclusiva”.

“Sport e disabilità – ha continuato Bisesti – agiscono in un contesto spesso, sconosciuto al grande pubblico, fatto di grande umanità, di volontariato e famiglie, passione e impegno che coinvolgono un movimento forte e resiliente. Per queste ragioni – ha concluso Bisesti – è importante esserci e dare così concretezza all’impegno di sostenere atleti con disabilità che più di altri hanno sofferto questi mesi di chiusure e costrizioni a causa della pandemia”.

L’evento nasce da un’idea di alcuni cittadini e associazioni operanti sul territorio locale. Lo racconta Alessandra Campedelli, allenatrice della Nazionale pallavolo sorde Alessandra Campedelli: “Insieme abbiamo iniziato a chiederci cosa fa e cosa può fare lo sport per le persone con disabilità. In noi è nata anche la volontà di meglio comprendere come operano le istituzioni, il volontariato, la rete del sostegno sociale, la scuola, per dare, anche alle persone che hanno incontrato alcuni ostacoli nella vita, la possibilità di rincorrere i propri sogni, di sviluppare la propria individualità e le proprie autonomie relazionali e sociali come accade a tutti gli atleti”.

L’evento si è sviluppato su due appuntamenti aperti a tutta la comunità. Purtroppo è stato cancellato un terzo evento, la marcia non competitiva, organizzata per domenica scorsa e posticipata, in un primo momento, a domani causa il mal tempo. I crescenti rischi legati al contagio da Coronavirus hanno consigliato gli organizzatori ad annullare l’impegno. Sabato scorso, in piazza a Mori è stato presentato il libro ‘Sfide senza limiti’: quindici storie di sportivi che hanno superato gli ostacoli della vita. Tra questi atleti c’è l’intervista a Riccardo Hoffer, moriano doc e atleta della Nazionale Volley sordi. Ieri si è tenuto il secondo appuntamento, la serata dedicata alle storie di vita e di sport di 6 para atleti che vivono nella nostra realtà provinciale: storie di ragazzi comuni che, grazie alle loro testimonianze, hanno toccato il cuore delle numerose persone che si sono riunite nella palestra delle scuole medie di Mori.

La conclusione va Giacomo Bertagnolli, campione di sci: “Partecipare e vincere alle Olimpiadi e ripetersi in Coppa del mondo è la cosa più bella che possa capitare ad un atleta. Dietro alla vittoria c’è una famiglia che ti sostiene e un gruppo di persone che ti permette di esprimere ciò che hai dentro. Io non mi sono mai sentito solo, nemmeno in gara, grazie alla mia guida Andrea Ravelli. Quando scendiamo ad oltre 100 chilometri orari è lui che mi illumina la pista, destinata altrimenti a rimanere opaca a causa della mia ipovisione”.