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NURSING UP – TRENTINO * SANITÀ: « PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE DI INFERMIERI E PROFESSIONISTI SANITARI, MANIFESTAZIONE IN PIAZZA A ROMA IL 15 OTTOBRE »

Nursing up proclama lo stato di agitazione nazionale di infermieri e professionisti sanitari. Manifestazione in piazza a Roma il 15 ottobre.

Il giorno 9 settembre Nursing up ha notificato il tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro, come prevede la legge, in assenza di concrete risposte, il sindacato proclamerà lo sciopero generale a livello nazionale ed il 15 ottobre manifesterà in piazza a Roma.

Ad annunciare la proclamazione ufficiale dello stato di agitazione nazionale gli infermieri e dei professionisti sanitari del Nursing Up è Antonio De Palma, Presidente del Sindacato Nursing Up .

I nostri professionisti sono ormai stanchi dall’atteggiamento di un governo indifferente a qualsiasi richiesta rispetto alle legittime istanze delle nostre categorie. 

Otto i punti principali di rivendicazione, per delineare un futuro diverso per l’intera categoria e anche per le altre professioni sanitarie.
L’esperienza negativa del Covid è servita per dimostrare che gli infermieri italiani ed i professionisti sanitari ci sono e ci saranno sempre.

Sono il perno del sistema, un sistema fallace, pieno zeppo di lacune, ma che senza i nostri professionisti sarebbe già affondato da tempo. Di fronte al perdurante silenzio della politica sulle nostre legittime aspettative, economiche e contrattuali, quella della Capitale sarà solo la prima di tante nuove ‘azioni mirate’ finalizzate a cambiare il nostro destino.


Ecco le nostre richieste che abbiamo trasmesso tramite notifica al Ministero del Lavoro ed agli altri Ministri competenti, oltre che al Presidente della Conferenza delle Regioni.

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1. Un alveo contrattuale autonomo, con risorse economiche dedicate ed avulse dal resto del comparto, che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti della categoria infermieristica, che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie. Analogamente accada per le professioni sanitarie ostetrica e tecniche.

2. Risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento di una indennità professionale infermieristica mensile che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, e che riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, rese ancor più evidenti, da ultimo, proprio dalla pandemia COVID-19.

3. Risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti per conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che si occupano ai vari livelli di funzione di assistere pazienti con un rischio infettivo.

4. Individuazione di uno specifico contratto/convenzione nazionale di lavoro per l’infermiere di famiglia, immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale operante nella generalità dei presidi ospedalieri e sul territorio, calibrato tenendo conto dei reali bisogni dell’assistenza con coevo aggiornamento della programmazione degli accessi universitari posto che, allo stato, mancano più di 53 mila infermieri. Nuove norme in grado di agevolare, concretamente, la mobilità del personale tra gli enti del servizio sanitario nazionale, anche eliminando il “previo placet” al trasferimento dell’ente di appartenenza in caso di disponibilità di posto vacante nell’ente di destinazione.

5. Superamento, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, il vincolo di esclusività, riconoscendo loro il medesimo diritto già esistente per il personale medico, di svolgere attività intramoenia, anche per far fronte alla gravissima carenza di personale in cui versano le strutture sociosanitarie, le RSA, le case di riposo, di cura e le strutture residenziali riabilitative.

6. Direttive e risorse economiche finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti sanitari oggetto della presente, riduzione del debito orario settimanale degli stessi (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

7. Direttive e nuove risorse economiche finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento degli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento, valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati;

8. Riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione, con o senza esiti temporanei o permanenti.