PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 17)

Protocollo di finanza locale: più ombre che luci, e urge la definizione di un quadro di insieme. Si inoltra per conto del cons. Alessio Manica, con gentile richiesta di pubblicazione: In merito al protocollo di finanza locale discusso in questi giorni scorsi in seno al Consiglio delle Autonomie locali paiono emergere – al di là dei toni trionfalistici da “atterraggio sulla luna” che la Giunta provinciale spende ormai quotidianamente e quasi sempre in maniera del tutto ingiustificata – più ombre che luci. Bene sicuramente la maggiore flessibilità sulla possibilità di assunzione, perché la capacità degli enti locali di produrre e fornire servizi pubblici non può prescindere da un forte investimento sul personale; bene anche le novità introdotte sul modello di perequazione allo scopo di garantire una maggior coesione territoriale.

Preoccupa invece, e non poco, l’assenza totale di un’idea di riforma generale del quadro istituzionale e del rapporto tra i diversi livelli di governo. Più volte la Giunta ha annunciato in pompa magna una riforma generale del quadro istituzionale, ma ad oggi non si ha modo di sapere nulla di più di quanto si è potuto apprendere da qualche isolata dichiarazione informale.

E questo nonostante con con la legge provinciale 1/2019 – la prima della Giunta Fugatti – la Giunta avesse previsto una riforma generale dei rapporti tra i vari livelli di governo entro 180 giorni. Di questa ovviamente ancora non c’è traccia. Per questo ho depositato un’interrogazione, con cui chiedo alla Giunta informazioni e tempi certi in merito alla definizione della riforma organica promessa e mai attuata. Con un’altra interrogazione ho invece chiesto alla Giunta se nel protocollo di finanza locale si è tenuto conto di due miei ordini del giorno approvati nei mesi e anni scorsi dal Consiglio, che avevano lo scopo di aumentare i trasferimenti dalla Provincia verso i Comuni a copertura dell’esenzione IMIS e risolvere il problema delle molte risorse che i Comuni sono costretti a bloccare e non utilizzare a copertura delle possibili richieste di rimborso degli oneri sulla prima casa da parte degli acquirenti.

 

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Il Consigliere Alessio Manica

 

07112019_int_prot_finanza_locale

 

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