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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * OPERE PUBBLICHE: « PER QUALE MOTIVO LA GIUNTA PAT HA SCELTO DI NOMINARE 5 COMMISSARI? »

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) –

Era così indispensabile per la Giunta provinciale nominare cinque commissari per cinque opere pubbliche di interesse provinciale (deliberazione 575 del 13 aprile 2021), ovvero un commissario per ogni opera?

Mentre il Governo nazionale ha nominato finora 29 commissari per la realizzazione di 57 opere pubbliche del valore complessivo di 80 miliardi di euro (valore medio 1, 4 mld per opera), la Giunta provinciale ha deciso di nominare cinque commissari per cinque opere il cui valore complessivo è inferiore a 200 milioni e con un valore medio di 40 milioni.

Da qui parte il Consigliere del Pd del Trentino Alessio Manica, che ha depositato oggi una nuova interrogazione al Presidente della Giunta e all’Assessore competente incentrata sull’uso “alla trentina” dei commissari, che appare sproporzionato rispetto alla reale entità delle opere.

Una convinzione che per il consigliere Manica è “rafforzata dal fatto che non si può nemmeno motivare il ricorso a tale strumento stante la debolezza amministrativa della macchina provinciale che si occupa di opere pubbliche, dato che fino a prova contraria la stessa ha sempre dimostrato grandi capacità gestionali ed è, come il resto della pubblica amministrazione trentina, tra le più efficienti d’Italia”.

Al costo dei Commissari si aggiunge peraltro, fuori budget, il costo del personale messo a disposizione dei commissari, composto da almeno quattro unità, per un periodo da 42 a 60 mesi, “risorse umane distolte da altri compiti”.

 

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Interrogazione n.
Commissari per realizzare opere pubbliche: quanto ci costano?

Con la deliberazione 575 del 13 aprile 2021 la Giunta provinciale ha nominato i commissari per la realizzazione o l’ultimazione di opere pubbliche o d’interesse pubblico di competenza della Provincia, dei suoi enti strumentali o di altre amministrazioni aggiudicatrici comprese nel sistema provinciale integrato che abbiano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico provinciale o siano caratterizzate da un elevato grado di complessità progettuale previsti dall’articolo 60 bis della legge provinciale 13 maggio 2020, n. 3.
I commissari, facendo ricorso a strumenti e procedure derogatorie rispetto alle previsioni dell’ordinamento sui contratti pubblici, avranno il compito di assicurare una accelerazione delle procedure di realizzazione di opere e lavori pubblici.

Con una precedente deliberazione la Giunta aveva individuato cinque opere di interesse provinciale per le quali nominare un commissario ad hoc. Nell’elenco non tutte le opere paiono particolarmente rilevanti in termini economici o complesse, non sembrano queste le caratteristiche del sottopasso a Gardolo. Interessante notare poi che non era indispensabile nominare 5 commissari per 5 opere, tanto che, è di questi giorni la notizia, il governo nazionale ha nominato finora 29 commissari per la realizzazione di 57 opere pubbliche del valore complessivo di 80 miliardi di euro (Valore medio 1, 4mld per opera). I nostri 5 commissari si occuperanno invece di 5 opere il cui valore complessivo è inferiore a 200 milioni: per un valore medio 40 milioni. Dato che da solo conferma le perplessità avanzate in sede di stesura della norma: l’uso trentino dei commissari appare sproporzionato rispetto alla reale rilevanza strategica delle opere.

Dato che conferma la forte matrice propagandistica di tale operazione.
Convinzione rafforzata dal fatto che non si può nemmeno motivare il ricorso a tale strumento stante la debolezza amministrativa della macchina provinciale che si occupa di opere pubbliche, dato che fino a prova contraria la stessa ha sempre dimostrato grandi capacità gestionali e come il resto della pubblica amministrazione trentina tra le più efficienti d’Italia.

I commissari potranno conferire incarichi professionali o consulenziali, a loro supporto, e avranno per questo a disposizione un budget che varia, in relazione all’opera, dai 70 ai 150 mila euro. Questa eventuale spesa non dovrebbe incidere sul costo delle opere in quanto già ricompresa all’interno delle somme stanziate.
Fuori badget è invece il costo del personale messo a disposizione dei commissari che si dovranno avvalere di una “struttura commissariale” posta alle sue dirette dipendenze, composta da almeno quattro unità. Questo personale presterà servizio presso le strutture provinciali e sarà messo a disposizione del commissario per il tempo necessario, da 42 a 60 mesi, previsto per la realizzazione delle opere. Ovviamente risorse umane distolte da altri compiti.
Il costo di questo personale non viene quantificato nella deliberazione di nomina dei commissari, anche perché probabilmente non ancora individuato, ma è comunque un costo intrinsecamente legato alla figura del commissario.

Tanto premesso

interrogo il presidente della Provincia e l’Assessore competente

1. per quale motivo la Giunta provinciale ha scelto di nominare 5 commissari per la realizzazione o ultimazione di 5 opere pubbliche, ovvero di un commissario per opera, invece che adottare il criterio nazionale che prevede la nomina di commissari che singolarmente si occupano di più progetti;

2. se ogni commissario avrà a disposizione una struttura commissariale dedicata ed autonoma;

3. con quale procedura interna verrà selezionato il personale da assegnare ai commissari;

4. qual’è il costo complessivo del ricorso ai commissari provinciali nominati con la deliberazione 575/21 citata in premessa considerando anche il costo del personale previsto nelle “strutture commissariali” e dove questa parte di costo viene si colloca all’interno delle somme complessive per la realizzazione delle opere.

A norma di regolamento chiedo risposta scritta.

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cons. Alessio Manica