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GRUPPO RSA UNITE * COVID – LETTERA ALL’ASSESSORE SEGNANA: « LA PROVINCIA DI TRENTO METTA A DISPOSIZIONE I TAMPONI PER I PARENTI IN VISITA »

Rsa: La provincia di Trento metta a disposizione i tamponi per i parenti in visita. Ad un mese esatto dall’entrata in vigore delle nuove linee guide provinciali che regolamentano le visite in presenza per i parenti dei residenti delle strutture residenziali trentine [1], il comitato “RSA_Unite” ha inviato stamani una lettera all’Assessore Segnana (che si allega per conoscenza) per chiedere di convenzionare le strutture con tamponi antigenici gratuiti per i parenti visitatori che non siano vaccinati, alcuni dei quali – scrivono – “sono costretti a spendere mensilmente cifre che possono superare i 300,00 euro (ca 10 visite), in aggiunta alle già molto care rette mensili”.

La richiesta nasce dalla disomogeneità riscontrata tra le varie strutture nella gestione dei tamponi, alcune delle quali lo mettono a disposizione in maniera gratuita, altre no, alcune lo richiedono per qualsiasi tipo di visita, altre solamente per quelle al chiuso (si veda anche precedente comunicato in data 8/5/2021). “Ci sono casi di alcune strutture” – dicono – “nelle quali è stato introdotto da maggio il vincolo del tampone persino per le visite all’aperto, mentre prima di maggio tale vincolo non c’era nonostante le visite fossero concesse con modalità del tutto simili a quelle odierne”.

I familiari, in particolare quelli distanti dalle RSA in cui è residente il proprio caro – viene riportato nella lettera – lamentano difficoltà a recarsi nelle strutture per eseguire il tampone nelle giornate e orari fissati e così spesso sono costretti a rivolgersi alle farmacie eseguendo il tampone con spesa a proprio carico e talvolta attese non indifferenti. E laddove le RSA garantiscono la disponibilità ad eseguire il tampone ai familiari, devono comunque dislocare il proprio personale specializzato penalizzando l’operatività ai piani.

Da qui dunque la proposta del comitato, già esposta in via preventiva ai presidenti di Ordine dei farmacisti e Federfarma Associazione, affinché venga data ai parenti visitatori la possibilità di sottoporsi gratuitamente al tampone antigenico, ed in maniera coordinata con le farmacie trentine. “Anche in questo caso è questione di omogeneità” – dicono – “le persone che non hanno ancora avuto la possibilità di vaccinarsi non possono essere “tassate” con il costo dei tamponi solo per andare a fare visita e permettere un gesto di affetto verso il proprio caro. E comunque alcune persone, si voglia per ragioni cliniche o per l’età troppo giovane come i bambini, non potranno vaccinarsi a breve, nemmeno volendo”.

Il comitato richiama infine nella lettera alla difficile situazione di disomogeneità presente nelle RSA trentine e chiede che le RSA si possano allineare nei fatti sulle loro tipologie di intervento, con uniformità. Ancora ad oggi alcune strutture non consentono visite per più di 15 minuti alla settimana, altre permettono visite quotidiane di durata superiore anche alle 2 ore. L’ultimo caso che ha suscitato qualche polemica tra i familiari è stato quello di voler consentire l’ingresso nelle strutture a “giovani volontari”, ma non i familiari che attendono da 15 mesi di poter stare insieme ai propri cari (una iniziativa che poi – ancora una volta – non sembra essere condivisa da tutte le strutture). “Questo” – dicono dal comitato – “non è certo un bel segnale per i familiari che attendono da tempo di poter stare con i propri cari ed essere coinvolti al loro fianco nella loro sfera sociale e per il loro benessere psicofisico”.

E così, mentre i circoli anziani riprendono le attività in presenza persino con vaccinazione non completata [2], agli anziani delle RSA non è ancora concesso di avere vicini i loro parenti nei luoghi della loro quotidianità, nonostante esista un’immunità comprovata e diffusa all’interno delle strutture. “Stupisce l’immobilismo organizzativo, politico e delle istituzioni di fronte a questo grave tema” – concludono – “una o due ore in settimana non possono essere la soluzione al diritto affettivo di queste persone, è necessario ristabilire la possibilità di fare loro compagnia quotidianamente e anche ai piani, laddove mangiano, leggono, vivono”.

Comitato Rsa_Unite ([email protected]) – Il comitato “RSA_Unite” raccoglie rappresentanze di familiari della maggior parte delle RSA/APSP del Trentino, si è costituito a luglio 2020 come rete associativa tra i familiari.

[1] Linee Guida RSA versione 4 – sostituzione punto 5.2. Parenti e visitatori – PAT/RFS128-26/04/2021-0283974
[2] Ordinanza PAT n.74 del 31/5/2021

 

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