Come Presidente di #inMovimento ho, dapprima cercato di aggregare alcune forze politiche dell’attuale coalizione di centrosinistra autonomista (si pensi a PATT e UPT) e poi cercato di aggregare alcune forze politiche dell’attuale centrodestra (si pensi ad Agire per il Trentino, Progetto Trentino, Autonomisti Popolari) e altre forze politiche al di fuori delle due coalizioni (si pensi a DC e UDC) per dar vita ad un TERZO POLO, chiamato “Polo Territoriale”.

Prendo atto che, oggi, le uniche forze disponibili per la costruzione, in maniera convinta, di un polo autonomo sono DC e UDC: forze politiche da sempre centriste, staccate dallo scenario politico attuale, e, quindi, staccate dal bipolarismo. Infatti, oggi, non è possibile che, a livello comunale, “o sei di sinistra oppure sei di destra” (alcuni usano terminologia più pesante dicendo “o sei comunista o sei fascista”). In mezzo, in realtà, c’è uno spazio enorme, un modo che non si considera né “di sinistra”, né “di destra”. L’elettorato della nostra città non è un elettorato “di destra” e nemmeno “di sinistra”. È un elettorato che ha bisogno che l’amministrazione si prenda cura dei suoi problemi e delle sue esigenze e non ha bisogno che le due fazioni protagoniste dell’attuale bipolarismo intonino insulti in ogni modo possibile (stampa, social, ecc.).

Prendo anche atto della nascita di SI PUO’ FARE, nuovo movimento nato sul territorio, movimento che evidenzia alcuni concetti molto importante e con i quali si può solo essere d’accordo; evidenziare che “la politica è l’arte del bene comune”, “la politica nasce da un desiderio di contribuire al bene della polis” è evidenziare quella che la politica dovrebbe fare e la motivazione per cui un movimento politico dovrebbe nascere ed è logico è che se un movimento nasce per queste motivazioni, difficilmente può allearsi con forze politiche estreme.

Mi dispiace che altre forze politiche, compresi alcuni membri del mio movimento, non abbiano creduto della grandissima opportunità che l’attuale scenario politico ha messo sul piatto: creare un polo autonomo dalle forze estreme presenti nelle due coalizioni. Da un lato un’asse PD-FUTURA sempre più spostata all’estremità, dall’altro un’asse LEGA-FRATELLI D’ITALIA che sposta il baricentro all’estremo opposto. Una forza “di centro” non può pensare di rimanere tale se conta numeri “esigui” rispetto alle forze politiche poste all’estremo: un 5-7% (peso dei cosiddetti “cespugli” alleati con Lega e Fratelli d’Italia) non può spostare il baricentro di una coalizione composta da forze politiche “estreme” per quasi il 30% (peso potenziale dei partiti “estremi”)!

Il Trentino, ma soprattutto la città di Trento, è, da sempre, governato dalle forze di centrosinistra, ma oggi la paura che molti cittadini appassionati di politica, come me, hanno è che la forza della politica centrista scompaia per via dell’ascesa al potere di forze politiche poste all’estremo (sia di un polo, che dell’altro). Una forza politica centrista che si coalizza a destra o a sinistra perde la propria natura “di centro”, soprattutto quando il suo peso nella coalizione conta poco, o nulla.

L’unica chance che le forze centriste hanno per far valere la propria idea di politica non può essere quella di inserirsi in una coalizione piuttosto che nell’altra. Occorre aggregare le forze e dar vita ad un polo alternativo. Il lavoro per costruire un nuovo polo è molto e la scelta del candidato sindaco non è semplice: occorre trovare la disponibilità di qualcuno/a che creda fermamente nell’idea di “terzo polo centrista/polo territoriale” e che abbia le giuste caratteristiche da potersi porre al fianco dei candidati sindaco finora svelati: Franco Ianeselli, Alessandro Baracetti e Filippo Degasperi.

Caratteristiche quali la giovane età (visti i 42 anni di Ianeselli), l’essere conosciuto (non serve esclusivamente nel modo politico, basterebbe quello “sociale”), la giusta sintesi del vero CENTRO. La squadra che va creata deve poi essere il giusto mix tra “passato” e “futuro”: il passato dà esperienza ad un gruppo/coalizione, il futuro dà la possibilità a “facce nuove” di fare un’esperienza positiva e costruttiva in consiglio comunale. Il progetto deve però essere portato avanti da coloro che credono nel progetto; solo così si può lavorare bene per il futuro della città. Se il personalismo prende il posto del progetto, allora non si parte bene; e quando non si parte bene a volte è meglio nemmeno cominciare.

 

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Lorenzo Rizzoli