CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO

"A tu per tu“ con con Giorgio Tonini - Pd Trentino

Focus: concessione A22

Fallito il blitz del 6 luglio u.s., anche grazie alla FLP che denunciò l’accaduto, con il quale la politica locale, attraverso la Commissione dei Dodici, tentò di mettere il “cappello” anche sulla Corte dei Conti di Trento e Bolzano (la cosiddetta Magistratura Contabile), gli stessi attori politici trentini ed altoatesini in queste ore ritentano l’operazione. E di questo non avevamo dubbi, l’appetito è troppo forte.

L’operazione è sempre quella di tentare di “provincializzare” gli Uffici della Corte dei Conti che attualmente sono composti (a Trento con 28 dipendenti. 1 dirigente, 16 funzionari amministrativi, 1 traduttore e 10 assistenti. A Bolzano, 27 dipendenti. 1 dirigente, 16 funzionari amministrativi, 2 traduttori e 8 assistenti), oltre agli 11 magistrati previsti per Trento ed 11 per Bolzano tra sezioni di controllo, sezioni giurisdizionali e procura presso le sezioni giurisdizionali.

L’altro obiettivo è quello di nominare due magistrati su quattro della sezione di controllo di Trento e due della sezione di Bolzano, attraverso il Consiglio dei Ministri, su indicazione del Consiglio provinciale di Trento e di Bolzano.

Rammentiamo che la Corte dei Conti è l’organo che esprime giudizi di parificazione dei rendiconti generali della Regione Trentino Alto Adige e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano. Quindi organo di controllo del bilancio e delle scelte gestionali di entrata e di spesa, anche delle stesse Provincie Autonome.

Pertanto, a nostro avviso, la Corte dei Conti non può e non deve avere a che fare “politicamente” con le predette Autonomie locali. Anche perché, altrimenti, si verificherebbe il paradosso che Io nomino te e Tu controlli me!

 

La novità di queste ore, è che il Consiglio di presidenza della Corte dei Conti a livello nazionale, per risolvere l’impasse creatosi con le proteste di coloro che non accettano tale “mostruosità”, ha proposto ai membri della Commissione dei Dodici, una riduzione del potere dei giudici di nomina politica.
Sentite, sentite…

In caso di delibera da parte di una sezione composta da quattro membri, solo uno dei due giudici di nomina provinciale avrebbe diritto di voto. Quindi, ad avviso del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti, in questo modo non verrebbero intaccati i principi di autonomia e indipendenza della magistratura contabile.

Lo stesso Consiglio di presidenza avrebbe poi concesso un’apertura in tema di gestione del personale amministrativo delle sezioni di Bolzano e Trento della Corte, ribadendo la contrarietà ad un trasferimento in blocco di tutto il personale amministrativo alle dipendenze delle due Amministrazioni Provinciali. La soluzione proposta è una via di mezzo con la sola possibilità da parte delle Province di procedere con l’istituto del «comando», cioè del prestito di personale alle sezioni della Corte dei Conti per un periodo definito a seconda delle esigenze. Insomma, a nostro avviso, la toppa peggio del buco!

E la cosa che più ci fa infuriare è che le proposte arrivano proprio da Roma che invece di tenere la barra dritta, concede ancora una volta al potere politico locale, pronto a fare da stampella ai vari governi che si succedono, ciò che in altre Regioni sarebbe impensabile.

Ci chiediamo:
Per quale motivo il potere politico locale, mai sazio nonché bulimico, deve intervenire in apparati Statali che funzionano bene e che hanno sempre dato prova di terzietà e neutralità? Ricordiamoci ti tante inchieste e severi controlli messi in atto dai magistrati contabili proprio nei confronti delle spese “pazze” effettuate nel mondo politico e non solo.
Come fa un giudice nominato dall’organo politico in un complesso sistema di controllo a non “ricordarsi” di chi lo ha nominato?

Cosa c’entra il personale in comando “in prestito” dai ruoli Provinciali a quelli Statali? Oltretutto a tempo, visto che in qualsiasi momento il medesimo personale (semmai dopo una intensa formazione), può ritornare negli Uffici Provinciali? Mica abbiamo bisogno delle badanti, con tutto rispetto per quest’ultime.

Piuttosto, il Consiglio di presidenza della Corte dei Conti, invece di proporre soluzioni strampalate, si preoccupi e trovi le soluzioni per fare concorsi ed assumere personale Statale da impiegare negli Uffici della Corte dei Conti di Trento e Bolzano, visto che hanno sempre dato prova di capacità e professionalità in supporto alle tante inchieste nate e risolte in questa Regione.

La FLP ancora una volta è attenta e contraria a qualsiasi “inciucio” che possa ancora una volta indebolire e minare l’indipendenza e la neutralità degli organi di controllo.
Di qualsiasi natura! Per questo motivo, chiederemo aiuto per combattere l’ennesimo assalto alla diligenza, anche a tutta quella parte di magistrati, politici e gente comune che già nei mesi scorsi si sono dichiarati contrari a questi tipi di invadenza nei delicati equilibri tra Organi dello Stato.

Giù le mani dalla Corte dei Conti! Ad ognuno il proprio ruolo nel rispetto reciproco delle delicate funzioni di appartenenza.

 

*

G. Vetrone – C. Urgesi

Segreteria Regionale FLP