Ha preso il via stamani, alla Sala della Cooperazione, la due giorni in Trentino di Staffan de Mistura, già inviato speciale delle Nazioni Unite da parte del Segretario Generale dell’Onu in Siria, Afghanistan, Libano e Iraq.

L’Alto Ufficiale è stato accompagnato da Roberto Savio, già vincitore del premio per la pace di Hiroshima per il suo “contributo alla costruzione di un secolo di pace”.

Ad aprire l’incontro è stato l’intervento di Patrizia Gentil, presidente del collegio sindacale della Federazione Trentina della Cooperazione, che ha sottolineato la valenza culturale di questo appuntamento.

Al Centro Congressi della Cooperazione i due alti funzionari hanno incontrato alcune centinaia di giovani studenti trentini che, “ai due ospiti che cercano di tessere la pace”, hanno posto due semplici domande: “cos’è la guerra” e “cosa possiamo fare noi per costruire la pace”.

“I cittadini di domani devono aiutare i cittadini di oggi a capire che – ha osservato de Mistura – la guerra non porta da nessuna parte. Non ci sono guerre giuste, non ci sono guerre belle. Con i miei occhi ho visto ventuno guerre, una dopo l’altra, l’ultima quella in Siria. Non ci sono angeli perché, anche chi è dalla parte giusta, fa degli orrori perché in quei momenti esce la parte peggiore delle persone. Quindi cercare di lavorare e costruire per la pace. L’obiettivo è far vincere la pace. A volte è facile, molto facile, troppo facile vincere una guerra se si hanno grandi strumenti militari oggi tecnologicamente avanzati. Fondamentale è il dopo, come vincere la pace. Quella pace che diventa pace sostenibile e duratura”.

Su quale ruolo hanno le comunità per gestire la pace de Mistura ha aggiunto che “hanno un ruolo fondamentale perché, la pace, è fatta di piccoli e grandi gesti di ogni giorno. E dopo un conflitto la pace è quello che, idealmente, dovrebbe avvenire comunque anche dopo un conflitto duro come sono stati la prima e la seconda Guerra Mondiale. La comunità locale, la gente comune, la gente normale è quella che, per prima, deve dare la mano e aiutare anche e soprattutto chi è stato sconfitto. Ricordiamoci la lezione della prima Guerra Mondiale quando le sanzioni e la punizione per chi ha perso furono così dure che favorirono il sorgere di quell’orrore che è stato il nazismo”.

Gli studenti delle scuole superiori si sono dimostrati molto interessati e hanno posto molte domande ai due “cittadini del mondo”.

“Abbiamo organizzato questo evento perché, all’interno del mondo della scuola, uno sguardo sul mondo è sempre un elemento fondamentale – ha osservato il professor Alberto Conci – Abbiamo pensato che l’occasione di avere a Trento due persone come Savio e de Mistura che hanno una lunga esperienza nel contesto internazionale e nel contesto dei conflitti fosse una occasione da non perdere”.

L’evento ha avuto tra i partner la Federazione Trentina della Cooperazione. “Abbiamo ritenuto importante, come area formazione e cultura cooperativa della Federazione, aderire a questa iniziativa perché – ha spiegato la responsabile Jenny Capuano – la pace è un elemento fondamentale per promuovere una cooperazione duratura. Portare la testimonianza di chi si occupa di alta diplomazia può contribuire a far cogliere come, la diplomazia, parta spesso dal basso, anche attraverso la promozione di cultura cooperativa”.

La città di Trento, con l’assessore alla Cooperazione internazionale Corrado Bungaro e il sindaco Alessandro Andreatta (presente alla Sala della Cooperazione) ha successivamente accolto i due alti funzionari alla Sala Falconetto per la presentazione del libro “nei conflitti – strade di pace”. L’incontro è stato moderato da Benedetta Massignan di Ipsia del Trentino.

La due giorni prosegue domani, domenica 16 febbraio, al Colle di Miravalle di Rovereto. E si concluderà con la consegna a Staffan de Mistura, da parte del presidente di Ipsia del Trentino Giuliano Rizzi del primo premio “Testimone di pace” che avverrà sotto la Campana dei Caduti.