PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

La condizione degli orsi del Trentino è preoccupante e va affrontata con urgenza: si tratta di una questione di carattere nazionale, in quanto, come vuole la legge, patrimonio indisponibile dello Stato e specie particolarmente protetta. L’Ente Nazionale Protezione Animali esprime vivo apprezzamento per l’iniziativa parlamentare della senatrice Loredana De Petris, che con una sua interrogazione si è rivolta non solo al Ministro dell’Ambiente, ma anche al Ministro dell’Interno.

Certamente si pone in primo piano la vicenda del giovane orso M49, ma anche l’aggressione recentissima di due automobilisti contro un’orsa menomata e il suo cucciolo, inseguimento preceduto da altri analoghi episodi e gli errori che caratterizzano la “gestione” della popolazione ursina. M49 è divenuto agli occhi dell’opinione pubblica un autentico simbolo della biodiversità del nostro Paese, della natura e della libertà per la sua fuga rocambolesca dalla struttura del Casteller a Trento lo scorso anno dopo la cattura, nonostante le fortificazioni e l’alta corrente.

Amato per la sua lunga latitanza in aree lontane e sconosciute, per la nostalgia dei luoghi natali che lo ha indotto ad un viaggio pericoloso, oltre l’autostrada e l’Adige, e alla nuova cattura. Una cattura ingiusta e ingiustificata, perché questo straordinario animale non ha mai aggredito nessuno, è sempre rifuggito dal contatto con l’uomo e si è limitato a predazioni di animali domestici incustoditi o a visitare baite disabitate alla ricerca di latte, che era stato abituato a bere abitualmente da cucciolo da un malgaro per poterne menare vanto. Con un secchio di latte nella trappola-tubo è stato catturato.

Siamo lieti che nell’interrogazione la sen. De Petris rilevi le responsabilità umane in questa triste vicenda, dai comportamenti fuorvianti indotti, alle condizioni attuali di reclusione dell’orso, ristretto in una “tana”, sedato, con voci di castrazione, destinato, per le autorità locali, alla galera a vita (come lo è da 8 anni l’orsa DJ3 che noi non dimentichiamo!) in uno spazio ridottissimo e che ricordi al Ministro dell’Ambiente il suo forte impegno ufficiale a reperire un parco, anche all’estero, che possa ospitarlo.

Ma altrettanto importante è per noi nel testo dell’interrogazione la richiesta di intervento del Ministro Costa presso la Provincia Autonoma di Trento per la mancata attivazione delle politiche di prevenzione di ogni possibile conflitto: dalla prevenzione dei danni per gli allevatori, nonostante cani da guardiania, recinzioni elettriche e assistenza siano fornite gratuitamente dalla Provincia, allo smantellamento di iniziative europee per la convivenza con i grandi carnivori.

Mancano anche le fondamentali campagne di informazione e formazione degli abitanti e dei turisti, che impedirebbero atti inconsulti, come la provocatoria imprudenza di chi a Lover – dove 3 orsi nel tempo sono stati rinvenuti morti, avvelenati per mano ancora ignota – disturba l’orso a pochi passi per un video. Senza dimenticare il grave problema dei rifiuti incustoditi, cibo troppo facile e pericoloso per gli orsi. In questo quadro di criticità, che possono essere tutte risolte, matura e monta un clima di allarmismo, ostilità e violenza verso gli animali, che richiede l’attenzione anche del Ministro dell’Interno, culminato con il recentissimo accanimento verso l’orsa priva di una parte della zampa posteriore e il suo cucciolo, spinti da un’auto a gettarsi in un dirupo. Reati di maltrattamento ai sensi del Codice Penale che non possono restare impuniti. L’Ente Nazionale Protezione Animali unisce la sua voce a chi chiede l’intervento dello Stato per instaurare quel clima di convivenza con le altre specie che, oggi più che mai, si pone con imprescindibile urgenza.