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DEGASPERI (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « LA PROPOSTA DI RIORGANIZZAZIONE TARGATA APSS FINISCE NEL CESTINO, VERTICI BOCCIATI DALLA GIUNTA PAT? »

Interrogazione n. 2959 – La proposta di riorganizzazione targata APSS finisce nel cestino: vertici sonoramente bocciati dalla Giunta?

“Non conviene a nessuno semplificare la complessità”. Esordiva così la presentazione della proposta di riforma, potenziamento e riorganizzazione della assistenza territoriale promossa dal dr. Trimarchi e frutto del lavoro del team “Cubo di Rubik”. Oltre al neo incaricato dr. Trimarchi, appartenevano al gruppo estensore della proposta figure assai rilevanti all’interno dell’APSS: dal dg Ferro al direttore dell’Area cure primarie Sforzin oltre al dr Nava e altri (Bonavita, Bravi, Girardello, Gobber, Mantovani, Mariotti, Torri, Turra). Obiettivo dichiarato rilanciare il Distretto forte di prossimità quale servizio integrante del nuovo Sistema Distrettuale Provinciale che partendo dall’etimologia stessa di Distretto (districtus, confine dell’incertezza) si fondava sul paradigma ribaltato rispetto ai canoni: “pensare localmente, agire globalmente”. Una proposta articolata, condivisa, predisposta dall’APSS e dai professionisti che la guidano che dava contenuto alla sua (ipotetica) autonomia. 6 aree di sviluppo dell’Assistenza (come le 6 facce del cubo) per fornire le basi su cui poggiare l’infrastrutturazione sistematica su 13 ambiti territoriali.

62 pagine dense di concetti, contenuti ed effettivamente innovative rispetto al contesto di desertificazione della Sanità territoriale che ci hanno consegnato venti anni di governo del Centrosinistra.

6 facce coordinate non dal caso ma ricomposte a sistema dall’UCAD, “ufficio” aperto alla società e alle sue articolazioni:

6 direttori con competenze e responsabilità chiare:

 

 

 

 

 

Insomma un progetto che avrebbe effettivamente rivoluzionato la Sanità trentina, rispettando i ruoli, raccogliendo suggerimenti e proposte (il confronto con quelli che l’assessore definisce “stakeholder” era già stato avviato con riscontri positivi).
Un progetto incomprensibilmente sparito, cestinato, gettato alle ortiche per fare spazio a una scelta calata dall’alto (anche se non si sa bene da chi), improvvisata (almeno ignota ad APSS che si stava muovendo su binari diversi come attestano le date e i documenti) e soprattutto striminzita.

Un percorso, quello della millantata riforma, che a questo punto richiede spiegazioni se non altro per giustificare la spesa (91mila euro più un’altra ventina almeno di retribuzione di risultato per ogni anno) di un professionista preparato, titolato e selezionato (con incarico triennale…) appositamente per realizzare, condividendolo, ciò che invece altri hanno prodotto con un’istruttoria sconosciuta ai più.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1) se è a conoscenza dell’incarico triennale attribuito al dr. Trimarchi per il Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale territoriale;
2) se è a conoscenza della proposta predisposta dal Gruppo di lavoro “Cubo di Rubik” formato dal dr. Trimarchi e dai vertici di APSS;

3) se tale proposta è stata condivisa con gli “stakeholder” ed eventualmente quali, quando e con quali riscontri;
4) quali confronti sono stati effettuati tra la proposta del “Cubo di Rubik” e quella scelta dalla Provincia ed eventualmente da chi e con quali esiti;

5) le ragioni per cui la proposta del “Cubo di Rubik” non è stata resa pubblica e sulla stessa non si sia ritenuto utile avviare un dibattito;
6) se i vertici di APSS, estensori della proposta appena citata, non si debbano considerare sonoramente bocciati visto che il loro lavoro, per scelta della Provincia, è finito nel cestino;

7) se i vertici di APSS abbiano tentato una difesa della loro proposta ed eventualmente in che modo; 8) i dettagli dell’istruttoria (inclusi i nominativi degli estensori) che hanno portato la Provincia a scegliere la proposta di riorganizzazione confluita nella delibera di Giunta recentemente approvata.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

 

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