Il consigliere provinciale Pietro De Godenz ha voluto depositare un’interrogazione pensata per supportare in modo concreto il personale medico e infermieristico attivo nella nostra Provincia che tantissimo, assieme a oss, volontari della Protezione Civile e a i componenti del comparto salute, nessuno escluso, sta facendo in queste settimane di emergenza per fronteggiare e debellare il Covid-19.

“Quanto stanno concretizzando in termine di impegno, lavoro e vite tutelate e salvate è encomiabile” ha spiegato De Godenz ” e per questo ho ritenuto necessario interpellare l’assessore competente alla salute per sapere quali azioni siano state messe in campo fornire vero aiuto e sostegno a chi tanto si sta spendendo e sta rischiando in prima linea per garantirci salute e il ritorno-speriamo il prima possibile-ad una esistenza normale”-

“Inoltre” ha continuato De Godenz “ho suggerito di valutare l’apertura di uno sportello telefonico atto a garantire sostegno psicologico a tutti colori i quali attivi nel settore sanitario ne sentano il bisogno.”

“Lavorare, da ormai quasi un mese, in continua emergenza contro un nemico subdolo e invisibile come il Coronavirus provoca infatti fortissimo stress e può generare sindrome post traumatica e, nei casi peggiori, portare al burnout psicologico” ha continuato De Godenz “pertanto ritengo necessario che la Provincia Autonoma metta in campo questo e altri strumenti, tutti quelli possibili, affinchè venga fornita a queste categorie particolarmente a rischio ogni supporto. In conclusione mi sia consentito un sincero ringraziamento davvero a tutti quanti stanno incessantemente lavorando per fornire aiuto e supporto medico sanitario. Sono i nostri eroi e dobbiamo essere loro grati anche con atti e aiuti concreti” ha concluso.

*

cons. Pietro De Godenz

 

 

*
Sotto si allega copia integrale dell’interrogazione
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Questi che stiamo vivendo sono tempi difficili per tutti, ma soprattutto per chi opera in prima linea.

Infatti per quanto riguarda il personale medico e infermieristico attivo nella nostra Provincia che, assieme a oss e osa, è occupato nel trattamento dei malati da Coronavirus è un continuo operare senza sosta e, molte volte, sostenere questi carichi di lavoro, nonché elaborare i lutti che sopraggiungono tra i pazienti, non è né facile né tantomeno scontato.
Sappiamo che hanno bisogno di aiuto perché i giornali descrivono le loro condizioni di lavoro e le enormi difficoltà che si ritrovano ad affrontare davanti a una malattia così cruenta, invasiva e sconosciuta.

È notizia dell’altra settimana di una infermiera di Venezia che, a causa dello stress dovuto al lavoro nel reparto di rianimazione da Covid-19, è crollata, anche a seguito ad un possibile contagio, suicidandosi.

Ed ancora più toccanti – perché di una trentina – sono le parole che abbiamo ascoltato durante la conferenza della task force di una infermiera del reparto di alta intensità dell’ospedale di Rovereto «In questi giorni, in questi dannati giorni, un cocktail di emozioni accompagna pensieri, speranze, paure, desideri. Tutto è messo in discussione» e ancora «Entri nel tuo ospedale e ti fermano per disinfettarti le mani, ti chiedono dove stai andando.

Diventi un sospetto anche tu e ti senti un sospetto anche tu, non vedi l’ora di uscire, di uscire da quell’incubo. Hai paura di non essere forte, di non essere attenta, di non essere all’altezza di sconfiggere quel microscopico nemico. Hai paura di trovarti in difficoltà, hai paura per i tuoi affetti, per i tuoi sorrisi, per il tuo spirito che giorno dopo giorno si spegne per fare spazio ad una forza che nemmeno tu sai dosare e calibrare. Tutto è incerto, mille domande, nessuna risposta. Nessuno sa: chi è più positivo, chi è più negativo».

È fondamentale pensare a queste categorie di lavoratori in prima linea contro il Covid-19 che, in questo momento di fragilità, rischiano di andare in burnout o comunque subire uno stress post traumatico perché non hanno il tempo di rielaborare e resettare la testa.

Alla pari dei supporti psicologici organizzati per i pazienti bisogna quindi pensare ad una consulenza professionale che sia in grado di prevenire serie ripercussioni a livello psicologico di medici e infermieri impegnati in prima linea.

 

*

Tutto ciò premesso, si interroga l’assessore competente per sapere

1) quali azioni (debriefing a fine turno o altro) siano state adottate per il personale medico e infermieristico allo scopo di fornire loro un supporto proprio nel momento di maggior difficoltà;

2) se si sia considerata l’apertura di uno sportello telefonico per il sostegno psicologico agli infermieri e medici impegnati nell’emergenza Coronavirus a rischio burnout e sindrome post traumatica da stress.

Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

*

– cons. Pietro De Godenz –