Crisi come opportunità. La crisi politica italiana colpisce un paese incattivito, diviso, fragile economicamente, senza una visione d’insieme che gli consenta di stare dentro la storia con consapevolezza, intelligenza, civismo, cultura politica, rispetto per gli esseri umani e per il Creato. Konrad Lorenz diceva che l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo è l’essere umano. Proprio ciò che ha caratterizzato questa politica crudele.

I danni prodotti da un anno e mezzo di governo Lega – Cinque Stelle sono tragicamente sotto gli occhi di tutti, con divisioni di fondo e programmi che andavano l’uno in senso contrario all’altro, con spinte sovraniste e alleanze coi peggiori leader mondiali, con Madonne e rosari esibiti a sproposito e famiglie del Mulino Bianco evocate, con una faccia tosta davvero incredibile, da un leader che di famiglie ne ha più di una. Con un’etica e una morale discutibili e l’assenza assoluta di pietà e compassione. Col razzismo e la xenofobia assurti a valori e lo spregio della coesione sociale che è la condizione irrinunciabile per un Paese in equilibrio tra tutte le sue parti.

Tutto ciò è molto lontano dalla democrazia parlamentare nata dalla Resistenza e dalla Costituzione italiana, definita, e a ragione, la più bella del mondo.
Dunque è finito il “governo del cambiamento”, la corda troppo a lungo tirata si è finalmente spezzata e il Parlamento, in varie forme e da differenti posizioni, ha stigmatizzato con parole pesantissime quanto lo stile Salvini, un misto di protervia, arroganza, cattiveria gratuita e furbizia, abbia fatto il suo tempo.

Ora c’è da ricostruire un paese diviso e triste nella sua autarchia e autoreferenzialità, chiuso in appartenenze identitarie pur essendo da sempre molto “mescolato”, dove la sicurezza dei deboli e dei meno garantiti è diminuita e, in un’ottica da regime sovranista, si è fatta carta straccia dei diritti umani e civili, delle conquiste sociali e del lavoro, della solidarietà e della partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. Gli episodi di razzismo e xenofobia in questi mesi si sono sprecati tanto che le mamme di ragazzi adottati, che hanno la pelle nera, hanno dovuto riunirsi in una associazione, “Mamme per la pelle”, per proteggerli da atti di bullismo ed esclusione razziale. L’Italia si sta trasformando nel Sudafrica dell’apartheid o nell’America dei tempi di Martin Luther King. Un paese nel quale è diventato difficile vivere.

Conte ha lasciato la presidenza del consiglio attaccando Salvini e definendolo “irresponsabile e pericoloso”, attaccato a interessi personali e politici, sempre in campagna elettorale. Colui che ha fatto della propaganda becera la sua cifra politica, che non si è neppure preso la briga di chiarire i loschi affari di Moscopoli. Per non parlare del riferimento ai “pieni poteri” e il richiamo alle piazze: frasi e toni degni del ventennio fascista, certo non evocati a caso. Ma il troppo è troppo e ora finalmente il Viminale non si riunirà al Papeete e i torsi nudi, le mangiate, i selfie potranno, si spera, lasciare il posto a sobrietà, senso di responsabilità, rispetto delle istituzioni e delle cariche politiche che si ricoprono.

Le consultazioni sono iniziate e Mattarella, ancora una volta, diventerà garante di pratiche democratiche e della risoluzione della peggior crisi politica che abbia mia attraversato il nostro paese. I presidenti delle due Camere, i leader di partito si esprimeranno e si cercherà di capire se l’ipotesi prevalente sarà quella delle elezioni anticipate o di un governo di legislatura, di responsabilità, di senso. Mattarella chiederà alle principali forze politiche se saranno disponibili a trovare un accordo e ad esprimere il nome di un possibile premier. Mentre anche le trattative tra Cinque Stelle e Pd seguiranno il loro corso.

Temi e programmi condivisi se ne possono trovare con un po’ di buona volontà e nell’interesse del paese. Staremo a vedere. Certo credo che rispetto a quanto abbiamo visto e patito si possa solo migliorare. E forse la lezione nazionale e trentina potrà indurre a più miti consigli, puntando sugli elementi di uguaglianza piuttosto che sulle differenze. Del resto questa dovrebbe essere la politica, l’arte della mediazione e dell’incontro per il bene comune. Intanto la nostra casa comune, il pianeta Terra, brucia e il tempo è poco per porre rimedio alla catastrofe annunciata da tanti disastri.

Uscire dalla crisi e occuparsi delle persone, delle loro necessità, dell’ambiente, del riscaldamento globale, della salubrità dei territori, del lavoro che non uccide. Di scuola pubblica, cultura, arte. Di vita. Uscire da questa fase mortifera. Ecco quello che dovrebbe accadere.

 

*

Lucia Coppola, portavoce dei Verdi del Trentino