Ddl urgente sull’emergenza economica Covid 19: il sindacato ha ribadito il no. Sì dal mondo agricolo e condivisione da parte degli Ordini degli architetti e ingegneri.

Nel pomeriggio, in Seconda Commissione, presieduta da Luca Guglielmi della Lista Fassa, si sono svolte le audizioni sul ddl 55 sulle ulteriori misure di sostegno economico a famiglie, lavoratori e aziende, il 52 di Alessandro Olivi del Pd e il 54 di Lorenzo Ossanna del Patt. Nella prima parte sono stati ascoltati sindacalisti, agricoltori e ordini degli architetti e ingegneri.

 

Il sindacato: mancano interventi sul lato della domanda, le aziende ne soffriranno.

Ad aprire i lavori del pomeriggio Andrea Grosselli della Cgil. Giudizio nel complesso negativo da parte del sindacato anche se nel ddl, ha affermato il segretario della Cgil, ci sono cose utili alla ripresa, ma risultano parziali e soprattutto troppo orientate sul lato dell’impresa e poco o per nulla su quello della domanda, cioè dei lavoratori e delle famiglie. Un errore, ha sottolineato Grosselli, che rischia di rendere pericolosamente inefficace il ddl. Perché le attività potranno andare avanti solo se ci sarà l’aumento della domanda aggregata. Se ciò non succede, ha aggiunto, si rischia una spirale depressiva e quindi le aziende rischieranno di chiudere per carenza di fatturato. Un’esigenza, quella di impegnarsi sul fronte della domanda, che, ha ricordato il sindacalista, è stata sottolineato anche dal gruppo di esperti nominato dalla Giunta. Inoltre, sempre secondo il rappresentante Cgil, nel ddl si dimentica di stagionali e precari. Lo Stato sta per emanare un decreto legge su questo, ma la Pat, ha aggiunto, farebbe bene a integrarlo potenziando gli ammortizzatori sociali. Preoccupa molto, ha continuato il segretario Cgil, la mancanza di un potenziamento del sistema sanitario pubblico. Gli esperti, ha detto ancora, segnalano che per affrontare la fase 2 non bastano i vincoli sociali, ma è fondamentale la sanità pubblica: dai tamponi, all’isolamento di contagiati, al tracciamento. Fatti decisivi per mantenere R0 sotto 1 e permettere quindi la ripresa. Questo, per il sindacato, è un punto di forte debolezza del ddl. Molte le valutazioni fatte da Grosselli nello specifico, in base al documento sottoscritto da tutte e tre le confederazioni sindacali, ma non tutte negative. Sugli accordi previsti per i licenziamenti, Grosselli ha detto che nel ddl si dovrebbero specificare quali sigle sindacali sono titolate a trattare con le aziende. L’articolo sul finanziamento del Fondo di solidarietà va bene in astratto ma, ha sottolineato, non c’è un euro e non serve. Sugli interventi sugli ammortizzatori sociali c’è una sostanziale condivisione delle Confederazioni sindacali. No deciso invece all’uso dei lavoratori del Progettone nelle attività che creano profitto perché questi devono rimanere impiegati nei settori pubblici o per la Protezione civile. L’assegno unico non è ritenuto sufficiente. Per il sindacato la cancellazione dei 20 milioni dell’anticipo della vacanza contrattuale rappresenta una frattura difficilmente sanabile. Una scelta fatta dalla Giunta senza nemmeno avvertire il sindacato. Michele Bezzi segretario Cisl ha detto che con questa decisione si sono messi i lavoratori contro lavoratori. Un brutto momento per la politica, ha affermato. perché c’era la disponibilità a trattare. Sulla scuola, inoltre, manca un ragionamento sul prossimo anno scolastico. Per la Uil Walter Alotti ha detto che il titolo del ddl va cambiato, togliendo lavoratori e lasciando famiglie e settori economici. Anche il segretario della Uil ha detto che la cancellazione dell’accordo sui dipendenti provinciali è semplicemente provocatorio. Ha chiesto poi l’istituzione e il finanziamento del Fondo per la morosità incolpevole. Inoltre, ha lamentato il fatto che non si prevedono assunzioni per la sicurezza del lavoro e l’IUpsal, settori in carenza di personale cronica. Di conseguenza, ha concluso, mancheranno i controlli sulla salute dei lavoratori. Controlli che non possono essere completamente delegati alle aziende.

Nursing Up: il riconoscimento economico per i sanitari deve essere un risarcimento.

Cesare Hoffer di Nursing Up ha sottolineato il dramma vissuto dal settore sanitario negli ultimi mesi e ha ricordato che dei 243 sanitari infettati il 45% sono infermieri. Per questo, ha aggiunto, il riconoscimento economico previsto nel ddl dovrebbe essere risarcitorio. Ma l’articolo che lo prevede, ha osservato, non è chiaro e non si capisce da dove verranno i 15 milioni. Hoffer ha chiesto che il riconoscimento non venga limitato solo al personale della prima linea perché tutti i settori sanitari hanno contribuito a fronteggiare la pandemia. No deciso da parte del sindacalista al taglio dell’indennità di vacanza contrattuale. Un passaggio pericoloso, ha detto, che pesa su un settore che è uscito provato, anche psicologicamente, da questa dura esperienza. Il sindacalista ha chiesto, inoltre, che i 15 milioni vengano distinti dagli 11 previsti per la vacanza contrattuale. Infine ha ricordato che la pandemia ha messo in drammatica evidenza la necessità di potenziare la sanità pubblica. Il dramma della Lombardia, ha concluso, sta anche nel fatto che il 50% della sanità è stata privatizzata.
Devid Moranduzzo della Lega rivolgendosi a Grosselli della Cgil ha detto che quando si aiutano le aziende lo si fa anche per salvaguardare i dipendenti. Perché se le ditte chiudono anche le famiglie, per le quali la Giunta ha fatto tanto, compresa la distribuzione delle mascherine, ne soffrono. Il sindacati, ha detto ancora il consigliere della Lega, dovrebbero tutelare gli operai invece che criticare chi fa impresa. Da parte del sindacato, per Moranduzzo, c’è un attacco alla giunta di centro destra. Grosselli ha risposto che il sindacato è favorevole al sostegno alle aziende, ma ha ribadito che se poi le famiglie non avranno i soldi per fare gli acquisti gli imprenditori andranno in difficoltà per la crisi della domanda. Alex Marini del Gruppo Misto si è concentrato sugli interventi sui canoni di locazione delle famiglie. Alotti ha detto che il sindacato chiede su questo interventi allargando gli strumenti di sostegno, l’attivazione del fondo della morosità inconsapevole e la convenzione per l’housing sociale per il canone moderato.
Alessandro Olivi del Pd, anche come primo firmatario del ddl 52 che, ha ricordato, si intreccia con quello della Giunta, ha chiesto ai sindacalisti se ritengono che gli ammortizzatori messi in campo a livello nazionale e provinciale siano ritenuti sufficienti. Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino ha ricordato che nelle tabelle si vede che una fetta consistente delle risorse della salute e scuola viene tagliata, venti milioni di euro a settore. Grosselli ha detto che sulle risorse finanziarie per gli ammortizzatori servirà una cifra simile a quella dell Provincia di Bolzano che ha stanziato 20 milioni in particolare per i lavoratori legati al settore turistico. Le risorse nazionali non bastano, anche per il peso che il turismo ha sull’economia trentina. A Degasperi il segretario Cgil ha detto che le risorse stornate sono in conto capitale che, secondo la Giunta, dovrebbero venire riattivate con finanziamenti di Cassa del Trentino.

 

Il mondo dell’agricoltura: bene il fondo di sviluppo.

Marina Sartori della Coldiretti ha espresso il sì della sua organizzazione al fondo di sviluppo che ha definito concreto e decisivo per le imprese agricole. Paolo Calovi della Cia del Trentino ha condiviso il codice etico, gli interventi sulle semplificazioni, ma ha chiesto di cambiare il limite dei nove dipendenti per i contributi alle aziende. Questo perché, soprattutto gli agriturismo, superano spesso, con gli stagionali, questo limite. Mauro Fezzi della Federazione allevatori, ha ricordato che ci sono settori in gravi difficoltà come l’agriturismo, i piccoli vignaioli e in prospettiva rischia anche il settore lattiero caseario. Le vendite dirette per i caseifici si sono ridotte del 50% anche per mancanza dei turisti. Crollato il mercato del latte fresco a fronte di un aumento di quello a lunga conservazione che però non compensa le perdite. I formaggi soffrono dello stop all’esportazione e anche il Trentingrana, che ha un tempo di produzione di 18 mesi, rischia di subire la concorrenza dei colossi come Grana Padano. La Regione Lombardia ha deciso di acquistare 6 milioni di euro di prodotti lattiero caseari e vino locali per i meno abbienti. Il ddl Fugatti, invece, non prevede nulla di simile e quindi gli allevatori chiedono di allargare il bonus alimentare in una direzione simile a quella scelta dalla Lombardia. Serve poi una politica di promozione del prodotto, ma serve anche uno sforzo per riavviare i consumi. Sul Fondo per l’agricoltura, previsto dall’articolo 13 del ddl 55, Fezzi ha detto che si tratta di un’occasione storica anche a fronte degli allentamenti sui de minimis. Valutazione positiva anche sul potenziamento delle reti informatiche, ma va diffuso in modo più capillare il cablaggio del territorio. Sull’agriturismo gli interventi sono positivi, ma c’è il problema delle malghe che subiscono canoni sempre più elevati a fronte di una stagione problematica. L’Abruzzo, ad esempio, ha detto il rappresentante degli allevatori, ha dato priorità delle aziende del territorio per l’utilizzo delle malghe escludendo gli speculatori. Anche qui, ha aggiunto, vanno limitate le gare alle imprese trentine che hanno in stalla il bestiame. In complesso sul ddl il parere è positivo, ma ha concluso il rappresentante degli allevatori, le buone intenzioni andranno tradotte in realtà. Olivi ha chiesto quali sono i problemi che il mondo agricolo affronta per reperire il personale. Degasperi, invece, cosa pensino i rappresentanti del mondo agricolo sul fatto che vengono tagliati 5 milioni e per il Fondo ne vengono stanziati 3. Calovi ha detto che quello dei lavoratori è un tasto dolente soprattutto per quelli che vengono dall’estero. La manodopera locale non sarà sufficiente, anche mettendo in campo chi percepisce il reddito di cittadinanza. Si chiedono quindi strumenti semplici per assumere personale, come i voucher. Negli altri stati,ha ricordato, sono stati creati corridoi per fare arrivare manodopera e va fatta pressione a Roma per risolvere questo problema.
Fezzi, infine, ha detto che si spera che il Fondo venga potenziato da Cassa del Trentino altrimenti il saldo dell’agricoltura sarebbe negativo.

 

Architetti e ingegneri: puntare sulla rigenerazione urbana.

L’ingegner Barbareschi dell’Ordine degli ingeneri ha sottolineato che sulle norme urbanistiche il ddl potrebbe essere più energico. In generale servirebbe un piano Marshall per sostenere il settore, intervenendo anche sul peso degli oneri di urbanizzazione e, ha aggiunto, che non servono interventi puntuali ma strutturali. I professionisti, ha ricordato Barbareschi in Trentino sono 7 mila è quindi una componente sociale che non va dimenticata. L’allungamento dei tempi per poter costruire da 5 a 7 anni va bene, ma queste pur condivisibili provvedimenti, non possono incidere strutturalmente sull’attività edilizia che subirà pesanti contraccolpi dall’emergenza Covid 19. Marco Giovanazzi, presidente dell’Ordine degli architetti, ha ricordato che sul piano urbanistico le misure sembrano un po’ timide. Secondo il presidente degli architetti si deve puntare sulla rigenerazione urbana, portando a termine i principi introdotti con la legge 15. Puntare su recupero del patrimonio esistente e quello abbandonato che va mappato. Per attivare questa operazione, però, si deve reperire il capitale, quindi si devono attirare investitori e va introdotto un nuovo concetto dell’urbanistica ancora legata a una visione da anni ‘40. Si deve, inoltre, pensare a recuperare aree industriali dismesse anche per usi diversi da quelli originari. Sulla possibilità, prevista dal ddl, di realizzare le opere precarie nei rifugi c’è il rischio di usi impropri e quindi andrebbero sottoposte almeno al parere della Ctc, perché non ci si può esporre a rischi di danneggiare l’ambiente e quindi l’immagine turistica. Sul cambio d’uso degli alberghi c’è il rischio che qualcuno possa realizzare un albergo per trasformarlo poi in appartamenti. Le procedure edilizie vanno invece liberalizzate, soprattutto per le sanatorie che spesso riguardano vecchie irregolarità che però bloccano i lavori. Serve insomma un atto di coraggio con una sanatoria. Sulle manutenzioni ordinarie Giovanazzi ha chiesto che vengano fatti intervenire i tecnici abilitati per evitare grossolani errori. Federico Giuliani del Comitato interprofessionale ha anche lui espresso preoccupazione sulle opere precarie nei rifugi o negli agriturismo in quota, quindi in ambienti molto delicati. Servirebbero, invece, maggiori semplificazioni sulle procedure, ma, per Giuliani, la linea generale del ddl è condivisibile. Barbareschi, infine, ha sottolineato l’importanza del tema dei bonus energetici e delle distanze. Lorenzo Ossanna del Patt, ha condiviso le posizioni dei rappresentanti degli ordini, e ha trovato interessante la riflessione di Giovanazzi di dare impulso al recupero degli immobili. Per questo nel ddl andrebbe inserito qualcosa in più. Bene, invece, un intervento per velocizzare gli interventi edilizi. Piena condivisione anche sul fatto di potenziare il ruolo, anche negli appalti pubblici, dei tecnici privati.