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CNA DEL TRENTINO * EMERGENZA SUCCESSIONE: « IL 43% DELLE IMPRESE DEVE PASSARE DI MANO, INDIVIDUATI I PUNTI CRITICI »

Identificare le potenzialità dell’artigianato quale ambito produttivo di sviluppo di nuove politiche per l’occupazione giovanile, che puntino anche al supporto del ricambio generazionale, con particolare riguardo ai giovani imprenditori e all’imprenditoria femminile. È l’obiettivo della ricerca realizzata da CNA del Trentino, appena conclusa, nell’ambito del progetto “Nulla ci appartiene se non il tempo – successione generazionale d’impresa”, presentato e finanziato sul bando “Progetti annuali per soggetti privati nell’ambito della promozione della cultura di genere” anno 2018 della Provincia Autonoma di Trento.

CNA del Trentino sta organizzando adesso uno staff di esperti per supportare a 360 gradi imprenditori e imprenditrici nella fase della successione generazionale, non soltanto dal punto di vista tecnico, finanziario e legale, ma anche per la parte emotiva, molto importante nelle piccole aziende a gestione familiare.

Si sono già svolti appositi incontri con il Dipartimento Artigianato, Commercio e Turismo della Provincia per concordare i prossimi passi operativi.
Parallelamente, è stata molto apprezzata la campagna di sensibilizzazione dei giovani, parte integrante del progetto, attraverso tre fumetti di Flavio Rosati: in occasione della relazione finale, il disegnatore ha realizzato anche la vignetta conclusiva, che riassume l’incontro tra due imprenditrici, la senior che lascia l’azienda e la junior che subentra.

“L’invecchiamento della popolazione – spiega Andrea Benoni, presidente di CNA del Trentino e responsabile del progetto – non significa solo pensioni e assistenza sanitaria. Invecchiano anche gli imprenditori e i dirigenti del sistema produttivo. I fautori del boom economico del Nordest degli anni ‘80 è alle soglie della pensione. Centinaia di migliaia di piccole e medie aziende industriali e artigiane rischiano di chiudere per raggiunti limiti d’età del titolare.

Si stima che degli oltre 5 milioni gli imprenditori iscritti ai registri delle Camere di Commercio, il 43% superi i 60 anni. Il numero di imprese che nei prossimi 10 anni dovranno affrontare il problema è il 40% del totale e solo il 68% può lasciare l’azienda ad un familiare. A ciò si aggiunge che solo il 20% delle imprese arriva alla terza generazione. Dalle statistiche si rileva che il 10% dei fallimenti annui delle aziende deriva dalla mancata pianificazione e gestione del passaggio generazionale e due aziende su tre scompaiono entro 5 anni dal passaggio dalla prima alla seconda generazione, mentre per il 30% delle aziende il processo di ricambio generazionale coincide con la fine della realtà aziendale”.

Una parallela ricerca della CNA dell’Altro Adige con l’Università di Bolzano ha rivelato, lo scorso settembre, che 6 imprenditori su 10 non progettato la successione entro i successivi 10 anni. Accanto a ciò, oltre il 95% delle aziende ha un organico inferiore ai dieci addetti ed è quasi totalmente (93%) a conduzione familiare. In altre parole, nei prossimi anni oltre un milione di posti di lavoro potrebbero essere persi in Italia per il mancato ricambio generazionale dell’impresa.

“Il tessuto imprenditoriale di piccole e micro imprese non ha solo un valore economico – aggiunge Benoni – ma ha anche un valore sociale per il territorio trentino perché garantisce la sopravvivenza sociale ed economica dei piccoli comuni di montagna, lontani dai grandi insediamenti produttivi”.
In questo contesto, negli ultimi anni si riscontra un aumento dell’imprenditoria femminile. “Frutto di una difficoltà nel trovare occupazione nei settori tradizionali – chiarisce Maria Rosaria D’Agostino, vicepresidente nazionale di CNA Impresa Donna e membro del direttivo di CNA Trentino – ma anche frutto di una maggiore voglia delle donne di mettersi in gioco e di assumersi rischi attraverso processi manageriali ed imprenditoriali.

Inoltre il livello di scolarizzazione delle donne ha da tempo superato quello degli uomini e sta crescendo anche nei settori tecnici oltre che in quelli umanistici. Potrebbe esserci una maggior propensione da parte delle donne nell’affrontare un percorso di subentro in azienda. In alcuni settori già si sta verificando, ad esempio nelle imprese agricole e vitivinicole. Crescono anche le imprenditrici nel settore dell’edilizia e della meccanica oltre che dei servizi. La possibilità del subentro in azienda da parte di una imprenditrice può essere una risorsa per la società nel suo complesso, visto anche il valore sociale che la piccola e micro impresa ha in Trentino ed in Italia e non solo da un punto di vista economico”.

La ricerca eseguita da Anna Grazia Campagnolo si è articolata in diversi punti: mappatura delle successioni generazionali sul territorio; studio dei fenomeni che causano la distanza tra i giovani e l’artigianato; individuazione di iniziative per sviluppare la mentalità imprenditoriale; innovazione dei modelli produttivi e di business; ricerca delle best practice; elaborazione di strategie che consentano ai giovani, in particolare alle donne, di mettersi in gioco.

Attraverso indagini conoscitive (sono 9.150 le imprese femminili in Trentino su 50.829 in totale, di queste 1.745, pari al 9,1%, sono artigiane), e interviste sul campo ad aziende che hanno effettuato o stanno preparando la successione, è stato possibile mettere in luce la competitività delle family company, le difficoltà di successione generazionale (che dovrebbe essere programmata tra 5 e 7 anni prima dell’evento), il ruolo degli advisor con funzioni di mediazione familiare, la necessità di tramandare l’arte del “saper fare” migliorando la capacità del “saper gestire”.

“Un dossier molto dettagliato – assicura Anna Grazia Campagnolo – che adesso tradurremo in azioni concrete a sostegno delle micro, piccole e medie aziende familiari”.