In riferimento alla Conferenza stampa delle 18 di oggi, il dott. Bordon non dice il vero riguardo ai medici USCA e cominciamo a domandarci tutti se lo fa per sistema o se è solo una svista.

Non è previsto, infatti, dal decreto -legge n.14 , art.8 che il medico curante debba contattare il Distretto, che in molti casi non ha risposto ai nostri professionisti, con danni immani dal punto di vista materiale e professionale, che a sua volta dovrebbe tradurre in parole quello che dice il primo medico al secondo, il medico ’USCA, che dovrebbe poi andare a domicilio con una perdita di tempo che nel tempo potrebbe diventare fatale per il paziente Covid19, gestito a suo piacimento da chi indirettamente raccoglie la domanda di visita del primo medico.

E’ fuori da ogni comprensione umana un tale arzigogolato sistema che fa dell’urgenza la sua principale fonte di legislazione.

E’ vero invece che non ci vengono dati, nell’80 %, dei medici di assistenza primaria e dei medici di continuità assistenziale, il numero telefonico di servizio di tali medici USCA, per parlare direttamente con loro dei nostri pazienti Covid19, descrivendone in maniera accurata e clinica i sintomi che rileviamo e concordare insieme il percorso da fare.

Riteniamo questo un sistema odioso e inadatto alle urgenze di questa pandemia e dimostra la assoluta volontà dell’Azienda, e del dott.Bordon che parla nelle conferenze, di ostacolare nel loro lavoro i nostri medici di medicina generale, mettendoli in cattiva luce con i propri assistiti, che a quel punto, non raggiunti a domicilio immediatamente, sono spinti a cambiare medico, suo malgrado.

Medici, sottolineiamo, di famiglia e di guardia, destinati per detto decreto legge a svolgere prioritariamente l’attività ordinaria con tutti gli altri pazienti, siano essi anziani, fragili o patologici tranne i Covid19

Se Azienda e Provincia hanno intenzione di suddividere la popolazione tra pazienti di serie A e pazienti di serie B, ce lo dicano apertamente. Ne tireremo le giuste conclusioni e ci attiveremo in altra maniera. Rimane la pietosa figura di una azienda che non ci tutela più e non segue le regole dell’assistenza ai propri cittadini come dettato dai decreti nazionali emergenziali attuali.

 

*
Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino