L’importanza di assicurare a tutti i cittadini un medico di base è una preoccupazione primaria per la Cisl medici. Proprio ieri alle 9.30 si è tenuta una seduta del Comitato provinciale negoziale per introdurre diverse soluzione tecniche sulle emergenzialità dei medici di medicina generale, attingendo agli spazi esistenti nell’accordo collettivo.

La trattattiva era quindi sul tavolo del Direttore Generale dell’Assessorato stesso, dott. Ruscitti, che brillantemente aveva fino a quel momento moderato le tre riunioni a cui avevamo partecipato per arrivare velocemente alla risoluzione richiesta dall’Assessore Segnana.

Poi, però, vi è stato questa fuga in avanti dell’APSS che ha irrigidito e rallentato tutto.

Siccome quanto sto commentando e ho commentato come Segretario sindacale è esattamente quello che è stato pubblicato in foto in questi giorni sul quotidiano Trentino, e riprende un cartello intestato ad APSS con il suo marchio di fabbrica, ritengo corretto, a nome di centinaia di medici della medicina generale, spiegare prima di tutto alla popolazione della Valle di Ledro, poi a quella trentina ed infine al dott. Bordon, anche se è stato già ieri ampiamente relazionato, quanto segue.

Cisl medici ha contestato la possibilità di utilizzare le due soluzioni indicate nell’avviso pubblico affisso da APSS sulla porta esterna di un ambulatorio pubblico della Valle di Ledro.

Da un lato, ai sensi dell’art.42 del nostro ACN, che sottende a Leggi costituzionali, le “revoche d’ufficio” non sono ammissibili, e non possono nemmeno essere introdotto a livello di contrattazione locale, tanto meno dal dott. Bordon che rappresenta legalmente tutta l’APSS di Trento.

Dall’altro lato, sempre ai sensi dell’art.39,comma 6: “ I medici possono autolimitare il proprio massimale…” Ma il massimale, derivante da autolimitazione, non è modificabile prima di tre anni dalla data di decorrenza della autolimitazione. E non può essere temporaneo. Inoltre il medico che si autolimita, e cioè chiede di avere meno pazienti, lo può fare solo perché è stato autorizzato dall’APSS ( che ne avrà valutato i pro e i contro, in un momento in cui era più i contro che i pro).

Dalle determine aziendali disponibili sul sito web aziendale, visto l’ACN del 29/07/2009 che disciplina i rapporti con i medici di medicina generale, come disposto dall’articolo 8 del D. Lgs. 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni”, due medici di quella valle sono stati autorizzati, nel 2018 (oggi siamo a febbraio 2020) , all’autolimitazione.Che è obbligata a essere mantenuta per tre anni a meno che non si trasferiscano altrove.

Il dott. Leonardi è cessato il 30 settembre 2019 ed ad oggi l’APSS non è in grado di sostituirlo, non certo per mancanza di medici né per concorsi conclusi, ma semplicemente perché ci sono i tempi tecnici del pubblico per bandire la nuova zona carente che richiedono diversi mesi. Così accade per ogni pensionamento e ultimamente ve ne sono di più che in passato per cui tali avvicendamenti si notano.

Se il dott. Bordon vuole procedere a prescindere dalla trattativa sindacale provinciale, nonostante la disciplina sopra indicata, lo dica apertamente, e non renda astiose le popolazioni del Trentino nei confronti di una sigla sindacale e di un Segretario Sindacale, che difende il proprio contratto ma non si sottrae alla collaborazione per risolvere i problemi, nelle sedi giuste e con le norme vigenti.

Simili forzature sono già state viste sulla pseudo AFT di Viale Verona a Trento, e sono state riconosciute tali da due sentenze, dopo che la maggioranza della medicina generale del Trentino aveva anche scioperato sul punto.

Per non parlare dell’attuale pseudo AFT di Pinzolo che non rispetta neppure essa tutti i parametri contrattuali vigenti.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino