PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

A distanza di sei giorni dal blocco del sistema Sogei delle ricette dematerializzate, con il funzionamento, a singhiozzo o del tutto assente, delle ricette telematiche in farmacia e dei certificati di malattia ai lavoratori della provincia di Trento, non abbiamo sentito ancora una voce di scuse o di spiegazione della APSS del Trentino nei confronti dei medici di assistenza primaria (base) convenzionati danneggiati e contestati dai propri pazienti.

Corre l’obbligo ricordare che nei giorni di giovedi e venerdi scorso gli studi dei medici di famiglia trentini sono stati presi d’assalto dai cittadini inviperiti perchè gli stessi professionisti non erano in grado di inviare le ricette elettroniche richieste per e-mail o sms dai masi delle valli periferiche o direttamente nelle farmacie trentine nè inviare i certificati di malattia on line, non formandosi neppure i numeri di protocolli necessari. Il medico ,pur facendo le visite domiciliare agli ammalati, poi tornava in studio e compilava il certificato on line, inviava ed il gestionale rispondeva dopo un minuto che l’invio non era andato a buon fine.Lo stesso dicasi per tutte le ricette e le impegnative.

In Trentino, dovendosi il nostro sistema locale interfacciare con qualle nazionale Sogei attraverso il proprio gestionale provinciale autonomo, che non funzionava a sua volta, l’intoppo è andato avanti per una intera giornata, mettendo in grave ambascia i nostri professionisti all’oscuro dell’interruzione telematica. Abbiamo avuto pazienti che ci hanno minacciato verbalmente, altri che tornati dal proprio datore di lavoro con certificazioni di malattia rese su carta,con firma e nostro timbro,si sono sentiti rifiutare la consegna del certificato con rinvio più volte ai propri medici,senza che noi potessimo fare nulla per ovviare l’errore che proveniva da Roma. Altri che si sono visti revocati da pazienti furiosi, senza giusta causa.

Tra l’altro, per fare ricette a mano, si deve tenere conto della penuria di certificati rossi, attualmente, nei nostri ambulatori, dovendo il medico stesso acquistare in negozio, a sue spese, anche le risme bianche della carta per stampare le ricette e le impegnative: a questo siamo arrivati nella ricca provincia di Trento! Abbiamo, come medici di base, inviato le nostre segnalazioni con pec all’APSS, temendo di essere anche sanzionati in conseguenza dell’accordo di due anni fa, pena sanzioni disciplinari anche estremamente gravi, che prevede il nostro invio telematico del 90% delle ricette informatizzate senza alcuna risposta dal datore di lavoro.

Il malfunzionamento del sistema informatico-digitalizzato ha riguardato tutta Italia, ma l’APSS di Trento si è ben guardata da informare immediatamente del blocco i nostri medici e la popolazione. Ed ancora di più da inviare nota di non intenzione ad agire contro chi non ha dematerializzato le ricette di quel giorno.

Così,dopo le guardie mediche a tempo determinato, raggiunte un mese fa prima da una comunicazione prenatalizia dell’APSS che gli preannunciava si sarebbero trovati 1000 euro di meno sul loro stipendio mensile e poi,dopo una alzata di scudi di tutti, aver fatto marcia indietro per i prossimi tre mesi, oggi sono i medici di famiglia a doversi lamentare del trattamento disorganizzato della nostra Azienda, troppo impegnata a trattare per la nuova Università, per accorgersi che, oltre alle guardie mancanti nelle valli, anche i medici di medicina generale cominciano ad averne abbastanza di questa scarsa attenzione nei confronti di professionisti che lavorano sul territorio.

 

*

Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino