Tagli alle politiche del lavoro, pagano i più deboli. Cgil Cisl Uil: preoccupazione per i 5 milioni di tagli che penalizzano i giovani e i lavoratori deboli.

“Sulle politiche del lavoro è più giusto parlare di tagli ai finanziamenti piuttosto che di revisione della disciplina. E’ il taglio di oltre 5 milioni di euro che di fatto cancellerà o ridurrà pesantemente alcune misure che hanno permesso in questi anni la stabilizzazione dei lavoratori, spesso giovani, il sostegno all’occupazione femminile e ai lavoratori svantaggiati, il ricambio generazionale”. Lo dicono i rappresentanti di Cgil Cisl Uil nel consiglio di amministrazione di Agenzia del Lavoro, Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi, sottolineando che lo scorso 18 dicembre i sindacati hanno votato contro la delibera in cda di Agenzia a differenza dei rappresentanti delle imprese che invece hanno dato via libera al blocco delle misure per il mancato finanziamento da parte della Giunta.

“Abbiamo ottenuto un parziale recupero di risorse grazie alla pressione del sindacato e alla mobilitazione dei lavoratori, ma comunque insufficiente. Continueremo a fare tutto il possibile per ridurre l’impatto di queste misure, soprattutto sui soggetti più fragili. Non accettiamo però che ci si nasconda dietro la scusa della revisione della disciplina. Nessun pregiudizio a priori sulla revisione concordata degli strumenti e delle politiche, ma non si può partire calando la mannaia”, concludono Grosselli, Pomini e Tomasi.