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CGIL CISL UIL – TRENTINO * POLITICHE PAT LAVORO: « GLI INTERVENTI VANNO NELLA DIREZIONE GIUSTA, MA RISORSE UMANE INSUFFICIENTI PERCHÉ FUNZIONINO REALMENTE »

Politiche del lavoro: le nuove misure rischiano di risultare inefficaci senza un rafforzamento dei centri per l’impiego. Cgil Cisl Uil: gli interventi vanno nella direzione giusta, ma risorse umane insufficienti perché funzionino realmente.

L’aggiornamento al Documento di politiche attive del lavoro approvato oggi dalla Giunta provinciale contiene molte misure condivise dai sindacati. Resta però forte la preoccupazione sulla traduzione concreta di questi interventi vista la carenza di personale dei centri dell’impiego. Senza un reale rafforzamento di tutta la struttura organizzativa di Agenzia del Lavoro, dunque, si rischia di fare un buco nell’acqua. Ne sono convinti Cgil Cisl Uil tanto che il 27 ottobre scorso decisero di astenersi in occasione del varo delle nuove misure in Commissione provinciale per l’impiego.

“La questione è semplice: il bilancio di Agenzia è stato rafforzato con nuove risorse finanziarie e sono stati previsti interventi di politiche attive che vanno nella giusta direzione. Resta però irrisolto il nodo della carenza di organici. Si rischia di non avere le persone che dovranno portare avanti queste misure”, fanno notare i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti che chiedono anche massima attenzione sugli incentivi alle assunzioni. “Il sostegno alla assunzioni serve alla creazione di nuovi e aggiuntivi posti di lavoro o a dare più chance di lavoro stabile a disoccupati deboli, ma non può diventare un incentivo alle aziende per rubarsi le professionalità le une con le altre. Non avrebbe alcuna efficacia, per il contrasto alla disoccupazione, andare a sostenere economicamente le imprese per assunzioni che avrebbero comunque realizzato e a maggior ragione per soggetti forti sul mercato del lavoro”.

Dunque il tema della formazione continua, che per Cgil Cisl Uil resta una delle armi migliori per favorire la riqualificazione e dunque la ricollocazione delle persone che hanno perso un lavoro. “Siamo pronti a discutere anche con le associazioni datoriali la definizione nel più breve tempo possibile di un accordo territoriale sul Fondo nuove competenze dell’Anpal per la formazione delle persone in cassa integrazione. Agenzia può finanziare i progetti formativi, ma è più complicato partire in assenza di un accordo territoriale”.

Più in generale le tre confederazioni ricordano l’impegno assunto anche con le categorie imprenditoriali per monitorare in modo costante l’impatto degli interventi sul mercato del lavoro. “Il documento approvato dalla giunta è stato predisposto a fine settembre, in un’altra epoca rispetto alla situazione economica e occupazionale. A causa del Covid il quadro è in così rapida evoluzione che quanto definito fino ad oggi potrebbe non essere più sufficiente. Per questa ragione abbiamo condiviso con le associazioni imprenditoriali di lavorare fin dall’inizio di gennaio ad un’analisi complessiva delle misure di Agenzia del Lavoro e ad una loro eventuale revisione in corso d’opera”.

Infine Cgil Cisl Uil apprezzano l’impegno assunto per avviare nei prossimi mesi un’analisi comparativa sui modelli e sull’organizzazione dei centri per l’impiego di altri Paesi Europei. “E’ una nostra richiesta, avanzata nella convinzione che possa essere utile capire come ci si organizza su digitalizzazione dei servizi e sulla formazione in altre realtà e può servire anche per individuare le nuove professionalità. Resta comunque la consapevolezza che l’esito di queste analisi non produrrà frutti se non ci saranno risorse umane sufficienti da mettere in campo fin da ora”.