PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Numerosi sono i cittadini che, da ormai ben due anni – e in questo periodo sempre più -, aspettano di avere delle risposte sulla chiusura del teatro della Valle dei Laghi. Un’attesa che, nello specifico, accomuna il mondo dell’associazionismo, il coro locale e i ragazzi diversamente abili che lavoravano grazie a volontari e associazioni trentine e veronesi proprio nel teatro stesso e tutti i cittadini della comunità della Valle dei Laghi.

Dopo il mio sopralluogo, avvenuto nel mese di maggio, sono finalmente iniziati i lavori di ristrutturazione e – pare – messa in sicurezza dello spazio culturale. Da allora, sarebbe parso logico e giusto che ai cittadini interessati qualche informazione fosse data: invece, a partire dalla chiusura stessa avvenuta ben due anni or sono e appresa da un articolo di giornale, sempre e solo silenzio. Con il risultato che, ad oggi, nessuno ancora conosce con certezza le reali motivazioni di quella chiusura. Come se non bastasse, in aggiunta a detta fondamentale incognita, molti altri sono gli interrogativi insoluti.

Tanto per cominciare, se da un lato non si capisce come un teatro di recente costruzione – fiore all’occhiello della comunità e della provincia e che può contenere circa 600 persone – necessiti di interventi di simile portata, dall’altro, nonostante il teatro sia chiuso da ormai ben due anni, non si comprende come mai nessuno abbia più interpellato l’associazione Atti, referente del progetto ‘the staff’ dei ragazzi diversamente abili che si è occupata sempre dei servizi del teatro con la collaborazione dell’associazione Oasi; un aspetto, quest’ultimo, doppiamente singolare dato che sarebbe parso ovvio convocare le Associazioni Atti e Aida per un confronto costruttivo al fine di individuare le possibili soluzioni per la futura apertura del teatro. E invece nulla di tutto ciò, ripeto, è stato fatto.

Per me, che da cittadina e parte attiva della comunità della Valle dei Laghi – prima ancora che come esponente politica – seguo tutto questo da vicino, quanto riportato è assai grave, ed è anche il motivo per cui continuo a seguire vicino la vicenda del teatro. La gestione del Teatro Valle dei Laghi è stata inoltre un’importante sede per l’esperienza di inclusione sociale che Fondazione Aida attraverso l’associazione Atti ha realizzato tramite il Progetto Diversamente a teatro, che ha dato anche un’immagine più elevata al Teatro Valle dei Laghi che, così, è diventato luogo di aggregazione culturale, integrazione sociale e sperimentazione tanto da vincere, nel 2015, il Premio nazionale Speciale per la valorizzazione delle diversità.

Detto ciò, ribadisco che continuerò a seguire da vicino la questione riservandomi di effettuare tutte le necessarie verifiche su quanto avvenuto in passato, affinché il Teatro Valle dei Laghi possa tornare al più presto – e stabilmente, stavolta – a servizio della comunità e fiore all’occhiello del nostro Trentino dal punto di vista umano e culturale.

 

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Alessia Ambrosi
Consigliere Lega Salvini Trentino