La presenza dell’orso in Trentino non influisce sulle scelte turistiche della maggioranza degli italiani.
È quanto emerge dal sondaggio condotto da Doxa per Trentino Marketing su un campione nazionale di 2.011 individui tra i 18 e i 75 anni, rappresentativo della popolazione.
Alla domanda se la presenza dell’orso incida sulla scelta di una vacanza in Trentino, il 67% degli intervistati ha dichiarato indifferenza, il 20% ha affermato che “aumenta l’interesse” e solo il 13% che “diminuisce l’interesse”.
Tra coloro che stanno concretamente valutando una vacanza in Trentino, la percentuale di chi considera la presenza dell’orso come un valore aggiunto sale al 26%.
I risultati dell’indagine, svolta tra il 3 e il 16 giugno 2025 con metodologia mista (50% CAWI – Computer assisted web interviews – e 50% CATI – Computer assisted telephon interviews), sono stati presentati oggi nell’ambito del “Tavolo grandi carnivori” presieduto dall’assessore provinciale al turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, che ha accolto anche i nuovi rappresentanti istituzionali nominati in seno al Consiglio delle Autonomie locali.
La consapevolezza sui comportamenti da adottare in caso di incontro con un orso è diffusa soprattutto tra chi ha un legame diretto con il Trentino: il 48% di chi ha visitato il territorio negli ultimi due anni si dichiara informato.
A livello nazionale la percentuale di popolazione che si sente adeguatamente preparato scende al 31%.
Nella rilevazione condotta sempre da Doxa nel 2024 sul solo territorio trentino, la quota di residenti informati saliva al 75%, con un picco dell’81% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni, a conferma dell’efficacia delle campagne di sensibilizzazione promosse a livello locale.
Quanto alla memoria di episodi di attacchi, circa la metà degli intervistati (52%) ricorda almeno un episodio in Trentino, percentuale che nella rilevazione 2024 condotta solo a livello provinciale si attestava a quota 87%.
La capacità di ricordo risulta più bassa tra i giovani e nelle aree geografiche più distanti dal Trentino.
Le fonti di informazione ritenute più utili per la popolazione italiana restano segnaletica e cartellonistica (59%), siti web dedicati e App (49%) e mappe con geolocalizzazione degli orsi (46%).
Si tratta di strumenti già promossi con impegno dall’Amministrazione provinciale, che prosegue nel suo impegno di alimentare ulteriormente questi canali.
Dalla ricerca emerge anche una percezione di maggiore numerosità degli orsi rispetto al passato: il 40% degli italiani li ritiene “numerosi” contro il 7% rilevato nella precedente rilevazione del 2002, subito dopo la conclusione del progetto di reintroduzione.
La quota supera il 50% tra i visitatori più recenti e tra i potenziali turisti.
La maggioranza degli intervistati (70%) ritiene che il numero degli orsi dovrebbe rimanere costante, mentre un 15% auspica un aumento e un altro 15% una diminuzione.
Infine, il confronto con la rilevazione condotta nel 2024 sul solo territorio trentino mostra una differenza significativa nella percezione della responsabilità dell’orso rispetto ai danni causati.
Se a livello locale quasi la metà degli intervistati attribuiva all’orso un ruolo rilevante nei danni ad alveari, coltivazioni e animali domestici, a livello nazionale le percentuali scendono drasticamente, a testimonianza di una maggiore distanza emotiva da parte di chi non vive quotidianamente il tema.
