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CONSIGLIO PAT * TERZA COMMISSIONE: « PARERE POSITIVO AL BONUS 180 EURO, SÌ ANCHE AL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE 2022 – 2027 »

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18.24 - giovedì 1 dicembre 2022

Terza commissione, parere positivo al bonus 180 euro. Sì anche al Piano di tutela delle acque 2022 – 2027. La Terza commissione, presieduta da Ivano Job, ha dato parere positivo, con 3 voti favorevoli, Paoli e Cavada della Lega e Ossanna del Patt, l’astensione di Job e i no di Manica Pd e Lucia Coppola di Europa Verde, alla delibera sulla pre – adozione del bonus energia di 180 euro. Il dirigente generale del dipartimento energia, Roberto Andreatta, ha affermato che il provvedimento, rispetto alla prima ipotesi, è stato modificato: l’intervento non sarà erogato dalle Comunità ma interverrà la Giunta; rimane il parametro della residenza domestica, quindi niente seconde case, mentre il limite della potenza è stato spostato da 4,5 a 6,6 kw per comprendere una platea più ampia di utenti. Si prevede un contratto di accreditamento per i circa 150 fornitori, anche se la grande maggioranza del mercato, con 190 mila utenti, è di Dolomiti Energia.

L’Agenzia per l’assistenza (Apapi), per individuare chi avrà diritto ai 180 euro, dovrà estrapolare dai codici fiscali i 28 mila beneficiari dell’assegno unico; operazione alla quale seguirà un’ulteriore screening per togliere dalla platea dei beneficiari, i titolari della bolletta con un reddito imponibile lordo superiore ai 50 mila euro. I dati verranno trasferiti ai fornitori entro dicembre e entro gennaio verranno erogati i 48 milioni stanziati per la misura. Il numero complessivo degli utenti dovrebbe arrivare a 250 mila. Il provvedimento, ha ricordato il dirigente, è fondato su un automatismo e quindi il cittadino non ha la necessità di presentare domande. Sono state fatte valutazioni sull’impiego Isee che però non è risultata praticabile. Anche perché il 70% delle dichiarazioni Isee, secondo l’Agenzia delle Entrate, risultano errate. E la legge prevede che a fronte di dichiarazione mendaci o erronee il cittadino venga escluso da tutti i benefici, un fattore questo che potrebbero innescare conseguenze imprevedibili per molti utenti, soprattutto i più fragili. Il cumulo tra bonus statali e provinciale è possibile, e questo potrà andare a beneficio delle fasce monoreddito e che vivono in affitto.

Le domande

Rispondendo a Manica, Lucia Coppola e Denis Paoli, Andreatta ha detto che ci sarà una forma alternativa del bonus per gli utenti di fornitori che non si dovessero accreditare (l’adesione di Dolomiti Energia è arrivata ieri) e ha aggiunto che il riferimento al reddito dell’utente è risultato il sistema più semplice anche per estendere il beneficio al ceto medio. Inoltre, mettere in piedi un sistema di valutazione molto delicato come Isee o Icef appare sproporzionato per un bonus di 180 euro.
Lorenzo Ossanna (Patt) ha sottolineato l’importanza per i redditi più bassi di poter accedere anche ai bonus statali. Inoltre, ha messo in evidenza, con Paoli, che il costo per le famiglie dell’Isee c’è anche se viene rimborsato. Quindi, l’esponente Patt ha condiviso la scelta della Giunta.
Rispondendo a Katia Rossato (FdI), Andreatta ha detto che la platea potrebbe variare e quindi anche l’entità del bonus potrebbe, anche se di poco, variare.
Rispondendo una lunga serie di domande di Ivano Job il dirigente dell’Apapi, Gianfranco Zoppi, ha affermato che verranno mandati, per obbligo di legge, i dati dei 180 euro al sistema Inps perché si tratta di un beneficio assistenziale. Se i 180 euro dovessero intralciare l’erogazione di benefici assistenziali l’utente avrà la possibilità di rinunciare al bonus e, seppur non espressamente previsto dalla delibera, è tecnicamente possibile la sua restituzione. Nel caso la prima bolletta non arrivasse a 180, si decurteranno quelle successive a gennaio o quelle non pagate. Anche l’ipotesi di delegare i comuni, come ipotizzato da Job, e le Comunità è risultata tecnicamente impraticabile.

Le dichiarazioni di voto

Alessio Manica (Pd), dichiarando il suo no alla delibera, ha detto che il sistema studiato dai tecnici sembra ragionevole, ma, ha sottolineato, la scelta politica rimane quella di fare arrivare qualcosa a quante più persone possibile. Di far cadere una pioggia di soldi sul territorio e, in un momento di scarsità di risorse, non c’è nulla di più iniquo. Per Manica in un momento di difficoltà si devono fare scelte e questi 48 milioni di euro si sarebbero dovuti indirizzare verso fasce di popolazione che hanno bisogno di ben più di 180 euro una tantum. Di fronte a questa erogazione di massa, la struttura si trova sotto pressione per mettere a terra un provvedimento lanciato prima delle elezioni del 25 settembre e che aveva e ha come obiettivo il consenso. Non solo, per Manica la non applicazione dell’Isee indebolisce questo strumento che invece dovrebbe essere centrale nelle politiche sociali. A Ossana e Paoli, l’esponente dem ha risposto che da parte sua sono venute proposte alternative che sono state bocciate. Inoltre, con l’Isee si sarebbe ottenuta una fotografia più nitida del reddito delle famiglie rispetto al parametro dei 50 mila euro dell’intestatario delle bollette.

Lucia Coppola (Europa Verde) ha anche lei dichiarando parere contrario alla delibera, e ha aggiunto che non sempre la semplificazione è la strada migliore per fare fronte ai bisogni delle famiglie. Comprensibile l’attenzione ai ceti medi, ma ora si deve concentrare l’attenzione sul crescente numero di persone che stanno per precipitare nella povertà sotto i colpi dell’inflazione e del caro energia. I contributi a pioggia, ha aggiunto, ricadono anche su chi non ne ha bisogno a scapito di chi è realmente in difficoltà. Se il problema era quello di fare in fretta, secondo Coppola, sarebbe stato meglio erogare il bonus qualche mese dopo ma con maggiore equità.

Lorenzo Ossanna (Patt), dichiarando il suo sì, ha detto che, come si è visto con lo sconto sulle accise sul carburante fatto dal governo Draghi, una certa iniquità è abbastanza inevitabile. Ma nel caso dei 180 euro l’introduzione dei 50 mila euro di soglia ha reso più equa la misura rispetto alla prima ipotesi. I sindacati, ha aggiunto, si limitano a dire che, con l’Isee, si sarebbero potuti risparmiare 15 milioni di euro, ma non hanno fatto una proposta diversa. La soluzione contenuta nella delibera è snella, anche se graverà sugli uffici Pat interessati, e il bonus andrà ad aiutare molte persone in tempi rapidi. Il consigliere Patt ha raccomandato attenzione alla possibilità che il bonus possa far scattare meccanismi che possono andare a inficiare altre erogazioni assistenziali. Ma è positivo che questo bonus sia sovrapponibile a quello statale.

Per Gianluca Cavada (Lega) il provvedimento è positivo, giusto e rapido. Una posizione condivisa da Denis Paoli (Lega) che ha definito importantissimo il bonus e ha ricordato che il ragionamento sul caro energia è partito a primavera e ha comportato erogazioni che toccano i 150 milioni di euro. Il parametro Isee chiesto dalla minoranza, come è dimostrato dalla realtà, molto spesso non è attendibile e, rivolgendosi a Manica, ha chiesto quale dovrebbe essere, per l’opposizione, la soglia di reddito ottimale La corsa al 110% ha portato molte famiglie non certo ricche a incrementare il proprio fabbisogno kw quindi giusti l’innalzamento della potenza a 6,6 Kw ora. Inoltre,la soglia dei 50 mila euro permette di dare un aiuto al ceto medio con un metodo veloce.

Infine, Ivano Job, dichiarando l’astensione, ha espresso dubbi sulla rapidità del provvedimento. Comunque, per il rappresentante del Misto, si sarebbe potuto fare di meglio e ha auspicato che molti trentini che non ne hanno bisogno restituiscano i 180 euro

Job nel corso della seduta, con il plauso di Manica, ha dichiarato che, vista l’importanza dell’argomento, sarebbe stata importante la presenza di un rappresentanza della Giunta

Infine, Cgil, Cisl e Uil hanno mandato alla commissione un documento che contiene una serie di valutazioni negative, in primo luogo sulla sua utilità e equità, sulla scelta dei 180 euro. Il sindacato, in sintesi, critica la decisione di non applicare l’Isee, come ha fatto il Governo Draghi e ora quello Meloni.

 

Via libera al Piano di tutela delle acque

Parere positivo all’unanimità al Piano di tutela delle acque 2022 – 2027, che era stato presentato in una precedente seduta. Alessio Manica (Pd), prima del voto, ha affermato che il documento testimonia la grande qualità della struttura Pat e ha aggiunto che ogni amministratore lo dovrebbe tenere sempre sulla scrivania. Non tutto è blu sulla cartina delle acque trentine, ha aggiunto, ma è fondamentale la creazione del sistema di gestione della risorsa perché anche il più tecnologico dei depuratori non può risolvere i problemi e se a monte non ci sono infrastrutture e controlli all’altezza. L’auspicio per Manica è che il Piano guidi in primo luogo la gestione dell’acqua anche sul piano delle autorizzazioni dello sfruttamento idroelettrico. Anche Lucia Coppola (Europa Verde), dichiarando il suo voto favorevole, ha sottolineato l’ottimo livello del Piano che ha evidenziato anche le criticità che esistono, ma la Pat ha un ruolo di guida sulla gestione dell’acqua e ha auspicato un maggiore controllo anche sulla necessità di diminuire il peso dei veleni per l’agricoltura e del carico antropico e una gestione equilibrata dalla risorsa idroelettrica. L’acqua va vista come elemento fondamentale della biodiversità e per la tutela del paesaggio. Sì al Piano anche da parte di Gianluca Cavada (Lega) il quale, ricordando un suo emendamento al ddl Tonina, ha detto che l’idroelettrico deve tenere presente anche l’equilibrio ecologico dei corsi d’acqua. C’è poi la necessità, ha sottolineato, di programmate interventi per rendere più efficienti gli acquedotti.

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