Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari è intervenuta alla presentazione del volume “Il servizio antiviolenza tra cura e diritto”, curato dalle avvocate Ylli Pace e Anna Bellantoni, sottolineando l’importanza di un approccio integrato nella lotta contro la violenza di genere.
Ascari ha ricordato che il Codice Rosso rappresenta il frutto di un percorso condiviso con chi opera quotidianamente sul campo, introducendo tutele essenziali non soltanto per le donne vittime di violenza, ma anche per i minori, finalmente riconosciuti come vittime della violenza assistita. La legge non è stata un’iniziativa improvvisata, ma il risultato dell’ascolto di chi conosce davvero questa piaga sociale.
La parlamentare ha evidenziato come il provvedimento abbia potenziato la formazione di magistrati e forze dell’ordine, consapevole del fatto che quando una vittima decide di denunciare, dopo anni di violenza fisica, psicologica, economica e verbale, chi la accoglie deve essere in grado di cogliere anche i segnali meno evidenti, leggendo persino i segni sul viso.
Il Codice Rosso ha inoltre introdotto nuove fattispecie di reato, come il revenge porn, nato anche dalla tragedia di Tiziana Cantone, l’omicidio di identità e norme specifiche per tutelare le vittime di matrimoni forzati, come nel drammatico caso di Saman Abbas.
Tuttavia, secondo Ascari, le leggi da sole non sono sufficienti. È necessario garantire ai centri antiviolenza risorse adeguate e stabili, perché possano svolgere efficacemente il loro ruolo sul territorio. Altrettanto cruciale è un massiccio investimento nell’educazione affettiva e sessuale, che deve partire dai primi banchi di scuola, come previsto dalla proposta di legge della stessa deputata, che chiede venga discussa immediatamente senza ulteriori rinvii.
È fondamentale insegnare ai ragazzi a riconoscere e gestire emozioni come rabbia, frustrazione e gelosia. Se non vengono forniti loro gli strumenti adeguati per comprendere questi stati d’animo, i giovani cercheranno risposte nella rete, dove rischiano di imbattersi in modelli tossici e dannosi.
La deputata ha concluso il suo intervento definendo il volume presentato un prezioso strumento di prevenzione e conoscenza, che merita di essere diffuso capillarmente, anche nelle scuole. La cultura del rispetto, insieme al lavoro concreto dei centri antiviolenza, costituiscono i due pilastri fondamentali su cui costruire una strategia efficace per contrastare la violenza di genere e fermare i femminicidi.
