Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni ha delineato una nuova strategia europea in materia di migrazione e asilo. Attraverso l’implementazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, l’esecutivo ha avviato un importante indirizzo politico basato su fondamenti solidi: il rafforzamento delle frontiere esterne, l’efficacia dei processi di rimpatrio e il principio della solidarietà tra Stati membri. Si tratta di una trasformazione significativa nelle politiche migratorie che coinvolge tutti e 27 i Paesi dell’Unione. La gestione dei flussi migratori, precedentemente responsabilità esclusiva degli Stati di primo accesso, è diventata oggi una priorità centrale nell’agenda di tutte le riunioni del Consiglio europeo.
La questione migratoria rappresenta una materia in cui entrano in gioco interessi nazionali fondamentali. La posizione dell’Italia ha finalmente acquisito visibilità e considerazione a livello europeo. Il Governo Meloni ha perseguito con determinazione, coerenza e autorevolezza i propri obiettivi. Questo risultato è stato possibile grazie al lavoro costante del Presidente del Consiglio, che ha mantenuto la questione al centro di ogni occasione internazionale, dell’impegno del Vicepresidente e Commissario europeo Fitto, nonché dell’attività dei parlamentari europei e nazionali nelle Commissioni COSAC. L’intensa attività negoziale ha permesso che il programma presentato all’inizio della legislatura e sostenuto da un’ampia maggioranza degli elettori italiani divenisse realtà concreta.
Significativo è stato anche il cambio di direzione avvenuto durante il G7 presieduto dall’Italia a Borgo Egnazia. È stato proprio da quel vertice che il contrasto all’immigrazione irregolare è stato riconosciuto come una sfida di dimensione globale. L’attività diplomatica dei Ministri e del Presidente Meloni ha prodotto risultati tangibili: il memorandum tra Italia e Libia, l’accordo tra Unione Europea e Tunisia, il partenariato tra Ue ed Egitto, l’intesa tra Italia e Albania. A questi si aggiunge il Piano Mattei, un’iniziativa che crea le condizioni affinché nei Paesi di origine si sviluppi una vera cultura della cooperazione tra pari, incentrata sulla formazione e l’istruzione. Il Piano ha già avviato con successo oltre settanta progetti in diciotto Paesi africani.
La gestione dell’immigrazione merita un approccio concreto basato sul rispetto della legalità e della dignità umana, non sterili esercizi propagandistici. Il nuovo Patto europeo fornisce soluzioni concrete e strumenti innovativi per affrontare la complessità del fenomeno migratorio. È necessario chiudere quella stagione che può essere definita come “fondamentalismo ideologico dell’accoglienza”, un sistema che negli anni ha favorito la criminalità organizzata e gli sfruttamenti più gravi nei confronti di donne e bambini. Lungi dall’impedire le morti nel Mediterraneo, questa visione le ha moltiplicate: nel triennio 2014-2016 si contarono oltre dodicimila vittime. Il sistema ha inoltre contribuito all’incremento esponenziale dell’insicurezza e della criminalità nelle città e nei territori europei.
Fino a dieci anni fa l’Europa seguiva modelli come quello della Germania di Angela Merkel, celebre per il motto “Wir schaffen das” – “Ce la faremo” – pronunciato durante l’accoglienza di oltre un milione di migranti, la maggior parte dei quali senza alcuna identificazione. Questo ha prodotto tragiche conseguenze, con migliaia di aggressioni e gravi violenze in numerose città tedesche. Oggi, fortunatamente, si è molto lontani da tale approccio. L’Unione Europea ha subito una profonda trasformazione: verso condizioni di accoglienza legali, sostenibili ed eque. Le politiche migratorie e di asilo sono state radicalmente ridisegnate. L’Italia ha contribuito in misura significativa a questo cambiamento.
La convinzione condivisa è che i principi della responsabilità, della coerenza e del realismo, applicati nel rispetto della legalità e della dignità umana, conferiscono forza e valore all’accoglienza stessa. Un’accoglienza autentica deve fondarsi sulla legalità, su una cooperazione orientata allo sviluppo sostenibile e su una gestione del fenomeno migratorio libera da strumentalizzazioni, ma radicata nel rispetto dello Stato di Diritto, degli interessi e dei valori della Nazione e dell’Europa. Così ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, durante la discussione generale sulla conversione in legge del decreto recante misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo.
