Di Luca Franceschi
///
Durante la testimonianza dell’ex commissario straordinario Arcuri, nominato dal governo Conte, è emerso un elemento che ha sollevato interrogativi sulla trasparenza dei lavori della commissione d’inchiesta. Il testo presentato dall’ex commissario e letto in commissione Covid risulterebbe essere stato redatto da un soggetto terzo e distribuito a tutti gli interessati prima del deposito ufficiale presso la commissione stessa.
A sollevare la questione è la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, che ha formulato una serie di domande sulla provenienza del documento. Secondo quanto riferito, rimane infatti da chiarire chi abbia materialmente redatto il testo che Arcuri ha letto sotto giuramento durante la sua deposizione.
La parlamentare si interroga inoltre sulle modalità di accordo e condivisione del documento. In particolare, viene posto il quesito se il testo sia stato concordato con il Partito Democratico, con il Movimento Cinque Stelle o direttamente con Giuseppe Conte, ricordando che l’ex presidente del Consiglio avrebbe visitato Arcuri presso la sua abitazione nelle settimane precedenti alla testimonianza.
Buonguerrieri mette in discussione l’affidabilità e la genuinità delle dichiarazioni rese da Arcuri in questa modalità, sottolineando come il fatto risulti particolarmente grave e inaccettabile soprattutto considerando che l’ex commissario sostiene di essere un servitore dello Stato. La deputata conclude affermando che la questione deve essere sottoposta a indagine immediata per fare chiarezza sulla vicenda.
